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Lisbona: bairros, fado e saudade

Avete voglia di una meta calda, passionale, colorata, spumeggiante e ricca (ma davvero ricca) di storia e carattere? Lisbona è la capitale che fa per voi. E’ facile programmare un viaggio nella capitale portoghese, diversi siti propongono offerte in diversi periodi dell’anno; noi abbiamo prenotato in Dicembre, forse in controtendenza, ma vi assicuro che nonostante il clima fresco abbiamo percepito il calore e la presenza di questa meravigliosa terra. Ovviamente il periodo non ci ha permesso di visitare posti di mare, goderci il sole e la vita più vacanziera che offre Lisbona, ma sotto un punto di vista ne sono felice, perché Lisbona ha molto da offrire oltre il mare, c’è molto da visitare e vivere.
Se dovessi riassumervi il climax di Lisbona con una parola userei sicuramente questa: Fado. Il fado è un genere musicale che fa parte della tradizione popolare, e come quasi tutti questi generi, nasce nei sobborghi più malfamati, dalle esperienze più drammatiche, da gli amori più turbolenti, dalle separazioni più struggenti e dalle “femmine” più belle e passionali. Essendo campana (pur non apprezzando la musica neomelodica moderna) ho trovato delle analogie impressionanti con la musica tradizionale napoletana, non solo nelle armonie e da un punto di vista strettamente strumentale, ma nei temi, nell’emozioni, nelle storie che anticipano la fama dei cantanti stessi, quasi venerati da chi ascolta questo genere musicale.
Non sono io che canto il fado, è il fado che canta me” cosi spiegava la Regina del Fado Amália Rodrigues (1920 – 1999 originaria del quartiere Baixa) la fatalità, la saudade del fado, con questa frase che sembra essere scritta al contrario voglio raccontarvi di Lisbona. Partendo da dove forse gli altri finiscono, dal basso, inizio a raccontarvi la nostra Lisbona (non un basso che precede l’alto – alto inteso come importante  – un basso che è terreno fertile delle radici, punto fermo ed inesorabile di una qualsiasi società). Non preoccupatevi mi spiego meglio. L’uomo tende a dare importanza alla posizione sociale che riveste in un X ambiente, sia esso lavorativo, scolastico o familiare; e pretende stima e rispetto semplicemente per il ruolo che ricopre, ma il ruolo, meritato oppure no, non è sinonimo di virtù, lealtà, rispetto, è semplicemente un ruolo che serve per raggiungere un obiettivo. A questo concetto si aggiunge facilmente il pregiudizio, la differenza, alle volte il disprezzo e di conseguenza un classismo sociale che ci porta ad associare a determinati luoghi, lavori, addirittura modi di vestire una categoria di persone, e questo processo mentale lo facciamo tutti, non arriva ad essere razzismo, ma il nostro essere umani ci porta a sorvolare su storie, vite e retaggi. Questo preambolo per dirvi cosa, che il fado (come la canzone napoletana) è il frutto di questi meccanismi sociali ed inevitabilmente esistono luoghi concreti dove nascono questi concetti astratti, a Lisbona è Mouraria, è un quartiere (versante nordoccidentale della collina del Castelo de São Jorge fermata metro Martim Moniz) ai  più noto come luogo malfamato, popolare, povero ed in effetti aggirarsi in questo reticolo di vicoli e viuzze conferma gli aggettivi usati poco fa. Ma seppure considerato un luogo “basso” Mouraria è un quartiere che ancora oggi vive la vita una goccia di sangue alla volta (proprio come alcuni      quartieri qui in campania, permettetemi le continue analogie) un quartiere che vuole rinascere e la gente lotta per questo. Ma come molti luoghi “bassi” questo quartiere è il terreno fertile, la base ideale, per la nascita di ideologie radicate e ferme. Per questo vi consiglio di iniziare la vostra visita di Lisbona da questo quartiere, certo magari con una guida o con un locale, ma io vi garantisco che non è stato affatto pericoloso.
Percorrerete le vie del fado e di bar in bar fra una ginjinha (liquore tipico all’amarena)  e un’altra potreste arrivare a Rossio oppure al Bairro Alto quartieri che offrono una marea di locali e pub con musica dal vivo e con una vasta scelta cocktail, oppure arrivare all’ Alfama in una delle tante case del fado che offrono la possibilità di cenare e fra una portata e l’altra godere di uno spettacolo a suon di fado. 
Dopo questo accenno alla vita notturna (io ho trovato Lisbona una delle capitali europee con una vita notturna davvero ricca e varia) avrete sicuramente notato che dovrete imparare i nomi dei quartieri di Lisbona o bairros. Cercate una mappa per farvi un’idea oppure cliccate il link che vi porta all’itinerario percorso da noi in 4 giorni.
Bairro Alto come si comprende dal nome potete avere una vista dall’alto di Lisbona, quartiere tipico e antico, pieno di locali ideale per l’ora dell’aperitivo o a cena i uno dei tanti tascas piccoli locali a conduzione familiare, il quartiere è raggiungibile anche con l’ elevador de Santa Justa
ascensore in stile neogotico che vi ricorderà le reminiscenze francesi a Lisbona.
 
La Baixa e Rossio il primo è uno dei quartieri più antichi della città riedificato dal  Marquês de Pombal dopo il terremoto del 1755  il secondo è più che altro un’enorme piazza decorata da un bellissimo pavimento di san pietrini di colori diversi, vi consiglio di raggiungere questa zona con la metro alla fermata omonima in quanto potrete ammirare la stazione di Rossio in tipico stile neomanuelino (no non è un eccesso di autostima è uno stile artistico che prende il nome da  Manuele I del Portogallo –1495 – 1521– caratterizzato da uno stile opulento, quasi gotico, ma carente di simmetria e ricco di elementi marittimi, come corde, ancore, ceramiche e simbolismo cristiano un esempio dello stile manuelino è il  Monastero dos Jerónimosse proseguite sull’ Avenida de Liberdade vi troverete sulla strada chic piena di negozio bellissimi e lussuosi.
 
Chiado vicino alla Baixa prende il nome da Antonio Ribeiro detto O Chiado; il quartiere diede i natali al poeta Fernando  Pessoa ed è possibile prendersi un caffè con lui infatti  oltre la particolarissima piazza troverete lo storico bar La Brasileira e proprio li troverete il poeta o meglio la sua statua. 
 
L’Alfama vi consiglio di arrivarci in tram, e magari prendere il numero 28, che vi porterà in viuzze larghe poco più del tram stesso. E’ il quartiere più antico risale al periodo arabo infatti il nome deriva da Al-hamma, che significa “fontane” o “bagni”. Nel quartiere è possibile visitare il  Castello di São Jorge, la cattedrale di Lisbona e la chiesa di Santa Engràcia,  Nossa Senhora de Graça con le azulejos presenti nella zona del vestibolo.
Vi consiglio di allungarvi alla a Belém e vistare la  Torre di Belém punto di partenza di Vasco de Gama alla conquista dell’impero, nella zona è possibile visitare il gia citato Monastero dos Jerónimos dedicato al ritorno di Vasco de Gama. Inoltre è possibile passeggiare su uno splendido e moderno lungo mare dove troverete ancora una volta un monumento dedicato a  Vasco de Gama che si affaccia sull’atlantico. Vi consiglio di programmare questa visita, più distante dagli altri punti d’interesse, in maniera tale da trovarvi sul luogo presto, perché? Per recarvi quando c’è poca fila alla mitica pasticceria Pasteis de Belem  ed assaggiare l’inimitabile Pasteis de nata tipico dolce portoghese nato proprio Belem.
Continuando a parlare di cibo in un luogo ricco di storia araba e francese immaginate i mix di sapori che potrete gustare, i luoghi migliori oltre le case del fado sono sicuramente le tascas, piccoli localini a conduzione familiare tappezzati di azulejos (lett. dall’arabo “pietra lucidata”, queste ceramiche sono davvero l’elemento decorativo principale della città, palazzi, pannelli e ristoranti sono tappezzati di queste mattonelle decorate con i colori tipici bianco, blu e giallo), sicuramente il baccalà è il piatto tipico della città, cucinato in mille modi diversi, ma anche sardine e un battuto di olio di oliva li troverete quasi sempre a tavola, per quanto riguarda la carne consiglio uno stufato di maiale: il cozido à portuguesa, se siete vegetariani non allarmatevi troverete diversi piatti a base di legumi come la feijoada uno stufato di fagioli; se invece volete provare una cucina sperimentale in un ristorante famoso e rinomato a Lisbona potrete permettervelo con poco noi abbiamo provato  Pharmacia non ho sbagliato a scrivere è un  ristorante che nasce di fianco al  Museu da Farmácia di Lisbona è arredato con mobili vintage e oggetti legati alla medicina ma riutilizzati come complementi per il pranzo, potrete degustare la cucina tipica con un’attenzione ai dettagli in chiave moderna.
Cosi si conclude l’articolo dedicato a Lisbona spero di aver stuzzicato la vostra curiosità e trasmessovi un pezzettino di saudade vi invito sempre a condividere se vi va e vi lascio con una traccia musicale https://www.youtube.com/watch?v=_iZXu5afWco
 Clicca qui >>>> Itinerario  <<<< per la mappa del percorso svolto.
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La sirena della costiera Amalfitana: Positano

P O S I T A N O gente… mi trovo in difficoltà quando devo scrivere di posti a me vicini. Vicini non per via dei chilometri ma vicini in senso affettivo. Perché? facile a dirsi, di un luogo lontano descrivi i pro e contro, cosa è buono cosa meno, un resoconto oggettivo di un posto. Per i luoghi del cuore, invece, la descrizione non è più solo oggettiva, ma soggettiva, introspettiva, intima ed evocativa. Di Positano dovrei raccontarvi delle passeggiate domenicali fatte con la famiglia quando ero poco più alta di un metro, della prima volta che presi un traghetto, della prima volta che vomitai su un traghetto e della storia buffa che i miei fratelli mi hanno rinfacciato per anni; di quella volta che si fermò il motorino e rimanemmo fermi ad aspettare sotto ad un fico; di quella volta che per puro caso chiacchierai con un famoso critico d’arte all’interno di una galleria, mentre difronte a noi si consumava un tramonto; della prima vacanza fatta da sola con la mia migliore amica… e cosi via… avete inteso, no? Eppure, ovviamente, queste non sono informazioni utili, narrano emozioni, che un luogo può o meno suscitare. Vi posso assicurare, però, che chiunque abbia accompagnato a Positano ha provato, in parte, le mie stesse emozioni.
Da dove incominciare?! per godersela bisogna arrivarci. Le soluzioni sono 3:
1- Auto, magari viaggiate in macchina o avete intenzione di noleggiarla, scelta che concede sicuramente libertà ed indipendenza, ma sappiate che guidare in costiera non è facilissimo le strade sono strette e ricche di curve, mio padre mi dice spesso che “è come una bella donna formosa e sinuosa: pericolosa.” Ho visto turisti girarci in suv e abitanti locali invitarli gentilmente, con dei francesismi poetici, ad andare a quel paese. Io personalmente lo sconsiglio, se siete bravi guidatori vi consiglio un mezzo su due ruote. Bus, ce ne sono di diretti, privati e pubblici, puntuali e con aria condizionata, ma se non sopportate le curve e la vista a strapiombo ve lo sconsiglio.
2 – Traghetto. Scelta strategica ed economica, la via per mare vi consente di godere di un ottimo paesaggio inoltre dal porto di Salerno è possibile prendere un traghetto ogni 40 min per le cittadine principali della costiera amalfitana. Potreste soggiornare a Salerno, sicuramente più economico e comodo in quanto è una città a tutti gli effetti e dedicare il giorno alla visita della costiera amalfitana, oltre che della città, e, perché no se avete qualche giorno in più, anche della costa cilentana. Salerno infatti si estende al centro delle due coste. Certo non avrete la possibilità di godervi la costiera di sera, ma in estate alcuni traghetti rientrano alle 23/24.
3 – Soggiornare a Positano (o altre cittadine). Le soluzioni sono molteplici dipende dai giorni e dal budget. Positano come tutta la costiera amalfitana non è una meta low cost, ci sono strutture notevoli rinomate a livello mondiale e ottimi B&B, ma il prezzo è sicuramente medio-alto. Ci sono molti alberghi fuori zona in cui è possibile risparmiare ma considerate che spostarsi in costiera non è semplice, per diversi motivi. Ad amici, che accompagno, e ai turisti che ho assistito, mi piace dire che la costiera amalfitana si può riassumere in due parole: curve e scalini, sono queste le cose che ricorderete con odio ed amore, perché?? beh li odierete perché, a meno che non siete dei super palestrati amanti del fitness, vi stancherete a salire e scendere, allo stesso tempo le amerete perché dietro ogni curva si nasconde un vicolo, un panorama unico e sopra ogni scalino scoprirete uno scorcio mozzafiato, sarà una droga, non riuscirete a smettere, ve lo dico io che al fitness sto come un eschimese in un negozio di gelati.  Quindi se avete intenzione di soggiornare a Positano, o più in generale in costiera, considerate che dovrete spostarvi a piedi, ma non scoraggiatevi, persone anziane e bimbi in passeggino ne vedrete parecchi.
Cosa fare a Positano? Ovviamente godersi il mare, spiaggia Grande o spiaggia Fornillo, oppure farsi accompagnare con qualche battello in una delle tante calette raggiungibili solo via mare. Positano si vive, non si visita, è piena di folklore, gli abitanti locali saranno i primi a fermarsi a raccontarvi storie e aneddoti, è piena di gallerie d’arte, botteghe e negozi di alta moda; passeggiare è sicuramente il modo più bello e semplice di visitare Positano. Fermarsi per una sosta nelle tante pasticcerie è d’obbligo, magari alla Zagara, assaporare una granita con i limoni della costiera.
Cosa mangiare? Mi sembra scontato dirvelo ma il pesce è sicuramente uno dei più squisiti del sud italia, e non scherzo, il pesce pescato in costiera viene venduto per gran parte a grandi chef giapponesi, come alici e tonno, prelibatezze pagate a peso d’oro. Ci sono molti ristoranti la scelta è variegata, anche per il prezzo, ovviamente ci sono cucine con chef da gambero rosso ed altre no, ma il livello è davvero alto, il pesce, indipendentemente, è sempre fresco.
Le Sirenuse figure mitologiche e magiche prestano il nome a diverse strutture del paesino le vedrete spesso su stendardi oppure scolpite su  frontoni di alcuni palazzi. A largo di  Positano, infatti è riconoscibile l’arcipelago de Li Galli (visibile nella foto giù), con la sua particolare forma ha reso ancora più reale la leggenda conosciuta anche da Strabone (I sec. a.C.) il quale identifica l’isola con la sede delle sirene. Nell’antica Grecia però le divinità venivano rappresentate per metà donne e per metà uccello, da qui il nome Li Galli, solo successivamente  vengono raffigurate per metà donne e metà pesci. Sicuramente conoscete la storia di Ulisse e le sirene, dove lui si fa legare all’albero della nave per non cedere al canto ipnotico delle belle sirene; ebbene è proprio su quest’isolotti che le sirene trovavano riparo e dimora, ed è proprio da questi isolotti che le tre sirene  Leucosia, Ligeia e Partenope si gettano in mare perché moribonde, riuscivano infatti a sopravvivere solo se adescavano gli sfortunati marinai. Sconfitte quindi da Ulisse si abbandonano in mare e Partenope si adagia sulle coste che daranno i natali a Napoli, per l’appunto capoluogo della cultura partenopea.
Positano, quindi, è la sirena vanitosa della costiera, è graziosa, è femmina, è snob, è bella e ha il potere di far sentire una diva chiunque passeggi sotto al suo viale pieno di glicine e buganvillee. Che Positano sia cosi lo confermano le tante leggende sulle sirenuse che si narrano durante le sere autunnali, quando gli ultimi turisti lasciano appagati la loro sistemazione e quando salutano le persone dal traghetto sventolando il pareo acquistato come souvenir mentre i pescatori rammendano le reti con la pelle arsa dal sole e dal sale e con occhi pieni dell’azzurro del mare.
Spero di avervi coinvolto abbastanza in quella che è un’eccellenza della mia terra, se vi va condividete e non dimenticate di cliccare sulle foto per maggiori informazioni.
Sirenetti e Sirenette vi saluto!! Ciauuuuuu!!
-Manu
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Budapest la città dalle due facce

Budapest è una capitale sottovalutata da alcuni, o almeno io la sottovalutavo, ma ci sono valide ragioni per visitarla; rispetto alle cugine capitali europee ha ancora un prezzo abbordabile, si trovano ottime sistemazioni a poco prezzo e c’è davvero tanto da vedere.
Ottima meta per le famiglie, tutti i luoghi di interesse sono vicini, si può cenare fuori con pochi euro e anche concedersi qualche momento di relax alle terme.
Budapest noi l’abbiamo visitata nelle vacanze invernali, molto suggestiva con tutti i mercatini e bancarelle, caratteristiche, non disperante queste sono disponibili anche nel resto dell’anno in alcuni quartieri. La capitale ungherese offre diverse attrazioni oltre che panorami incantevoli del Danubio, è una città che vi farà respirare un fascino barocco lussuoso e sfarzoso per poi raggelarvi in alcune strade dove l’importa sovietica è ancora incisiva e lasciata a se stessa.
La metropolitana è davvero carina, seppure non ho fatto delle foto (lo rimpiango) è molto piccola e i treni risalgono al 1896 ed è infatti la seconda più antica metropolitana, dopo Londra!
Lo scenario che fa da padrona è la splendida vista dalla collina Gallert (Gallert Hegy) , si può raggiungere con dei bus, di linea, o anche hop on hop off , oppure a piedi (per i più temerari) verso una bella passeggiata, per dei boschetti, in salita. Il panorama è incantevole avrete il Parlamento da un lato e il castello di Buda da un’altro, e in lontananza si rivede l’isola Margherita (nell mie foto non si vede per via della nebbia).
Sempre parlando del Danubio vi consiglio vivamente uno dei tanti pacchetti che prevedono la cena in battello con musica dal vivo, esperienza dannatamente turistica, ma ne vale la pena, non costa tanto (in rete si trova per 20€ / 25€ ) la cucina ungherese è molto buona, potrete assaggiare il gulasch, degli involtini di verza molto saporiti, un tipo di vellutata agrodolce, carina da provare, ha al suo interno il Tokaj un vino liquoroso, cucinano molto bene il pesce, sottoforma di spezzatino, tutto ovviamente molto saporito e speziato con paprika dolce o tendenzialmente agrodolce. I dolci hanno un rilievo importante in Ungheria, ha una storia dolciaria che non immaginavo, una dolce sorpresa in tutti i sensi! (ZSERBÓ SZELET da provare ha una farcita di noci ottima, la TORTA DOBOS, il Beigli e molti altri…li ho provati tutti dopo un po però non ho fatto caso ai nomi la glicemia era salita troppo)
Sul lato di Buda oltre il castello vi è il bastione dei pescatori in stile neogotico, davvero un posticino incantevole. La zona è stata ristrutturata ma ha origine antiche, infatti la zona, alta e a ridosso della città, serviva ai pescatori nel medioevo come luogo di avvistamento per proteggere la loro amata città. Abbiamo già citato il castello e il Parlamento entrambi visibili all’interno. La piazza degli Eroi è sufficientemente carina e ci passerete se avete in mente di rilassarvi nei bagni Gallert senza ombra di dubbio i più belli in Budapest
La zona di Pest invece è decisamente più moderna e viva, soprattutto la sera, se volete passeggiare o se volete provare un dolce vino caldo in qualche pub o bar. Inoltre, sempre in questa zona, è molto bello il mercato centrale si trova vicino al ponte della Libertà ed è raggiungibile in tram, sicuramente il mezzo di trasporto più caratteristico della città.
Un caffè da prendere è certamente nel bar del Boscolo hotel il New york cafe (Erzsebet krt. 9 – 11, Budapest ) è uno dei locali in stile liberty più belli del mondo, un caffè costoso, ma vale la pena per sentirsi una dama che sorseggia una bibita prima della serata in teatro. 
Ci sono altre attrazioni, come i  diversi musei, il Memento park, le scarpe sulla riva del Danubio di  Gyula Pauer insomma 3/4 giorni in Budapest sono spesi bene.
A noi è piaciuta molto, ma credo che abbia contribuito a questa dipendenza ungherese soprattuto il
Kurtoskalacs… allora io vi metto il link al video…ma ….non rende vi scrivo solo: morbida e calda pasta affumicata con una crosticina croccante, caramellata e profumata di cannella, con una spalmata di nutella.
per favore qualcuno di voi ci torni e me ne porti uno vi supplicoooooo!!!
In conclusione Budapest è la città dalle due facce non solo per il nome e per le sue origini, non solo perché il Danubio la taglia a metà, ma anche perché vivrete una città elegante, a tratti snob, ma nel contempo ricca di “vecchia” storia, una città interessante, con una popolazione gentile ma silenziosa e discreta. E’ una vecchia signora che si presenta ancora bene ma con il viso segnato dalla noia della vita, si io l’ ho vissuta cosi,
un po malinconica, forse per via della nebbia, ma non quel malinconico negativo, un malinconico da vecchio romanzo che ti lascia un finale agrodolce in gola.
Con questo vi saluto e vi invito sempre a convivere e a commentare se vi va! Ciauuuuuu
head_Brux

Bruxelles

Volevo condividere un articolo su Bruxelles, volevo scrivere di come la calma, la convivenza, la civiltà e l’ordine di questa città mi avesse colpito l’animo. Volevo scrivere che se avessi dovuto scegliere una città europea in cui trasferirmi avrei scelto Bruxelles, volevo scrivere di una città in cui birra, cioccolata e stile liberty decorano le strade e le vetrine… ma ora non posso scrivere altro. Posso solo sperare che tutto questo finisca.

Bora_Bora_@unviaggioperdue_Emanuela_Novella

Un buon viaggio inizia da un buon letto!

Non importa come si prenoti, se in rete o in agenzia; non importa nemmeno se sia famoso o a conduzione familiare, l’importante è che sia pulito, comodo e, preferibilmente, in una posizione ottimale. Di cosa parlo? Ovviamente dell’albergo! A meno che non siate in camper o  in tenda, qualsiasi tipo di viaggiatore voi siate, vi è sicuramente capitato di scegliere l’albergo adatto a voi, fare ricerche su ricerche, leggere recensioni e spulciare fotografie, per concedervi il giusto riposo per il viaggio dei vostri sogni.
In tutti i viaggi che abbiamo affrontato siamo giunti alla conclusione che posizione+vicinanza a trasporto pubblico+assenza di moquette+buon rapporto qualità prezzo sia la formula adatta noi meglio se il letto è enorme e comodo! Infatti se ci pensate la camera d’albergo  in quei giorni diventa la vostra ‘casa’  o per meglio dire un’estensione della vostra camera da letto!

A Guilin siamo stati in ostello, in un’abitazione tradizionale cinese, letto su una pedana rialzata ma materasso sottilissimo, legno dappertutto, tutto eco compatibile; a New York hotel sulla Broadway vista mozzafiato ma camere minuscole, disagio?! assolutamente no un design funzionale non ha sacrificato niente seppure la stanza era 8mq! Bora Bora ovviamente over water con tanto di pavimento in vetro. E voi ricordate una camera che ha lasciato un segno indelebile nella vostra memoria?

Sicuramente una stanza confortevole (indipendentemente da quanto la si paghi) preannuncia un viaggio piacevole; io non sono tanto pignola sulla scelta della camera, adoro il campeggio, amo gli ostelli, ma sfido chiunque a non desiderare quelle bellissime camere che vediamo sulle copertine dei cataloghi! E non è tanto strano questo nostro desiderio perché professionisti del settore le studiano tutte per creare diversi stili per arredare la camera da letto perfetta, quella più in sintonia con il nostro gusto, quella che ci farà sentire a casa (o  addirittura meglio che a casa) seppure a chilometri e chilometri di distanza. Sentirsi a proprio agio, riposare bene e concedersi qualche comfort in più permetterà di essere più carichi il giorno seguente. Noi in viaggio siamo macchine da guerra maciniamo chilometri a piedi e viviamo poco la stanza, ma devo ammettere che quando poi rientriamo il primo desiderio è quello di tuffarsi su un lettone comodo. Quindi che siate dei pignoni o dei macina chilometri io vi consiglio di scegliere per bene la vostra camera, leggete qualche recensione e guardate qualche foto.  Bene cari viaggiatori ora tocca a voi
Fra queste qual’è la vostra preferita? Commentate sono curiosa! 
Camera da letto minimalista di Студия Павла Полынова homify.it
Camera da letto moderna di A4estudio
di A4estudio homify.it
Camera da letto in stile scandinavo di Egue y Seta
di Egue y Seta homify.it
Постель : Camera da letto in stile asiatico di Nada-Design Студия дизайна.
Camera da letto eclettica di Belimov-Gushin Andrey
House 1 : Camera da letto rurale di Opera s.r.l.
Camera da letto eclettica di Egger`s Einrichten

di Egger`s Einrichten homify.it

 

Non dimenticate di condividere!! Al prossimo post sognatori.
Manu
Scala dei turchi

Rieccoci!

Ciao!! Vi siamo mancati?! Mi piacerebbe dirvi che siamo rientrati da un viaggio attorno al mondo, ma non è cosi.

Il blog a me è mancato e siete mancati voi che ci leggete e sostenete questo che è uno dei tanti travel blog italiani. Perché non ho scritto per più di un mese??? Ebbene vi informo che unviaggioperdue ha in cantiere tanti cambiamenti, a breve il sito cambierà (spero vi piaccia) ma il format sarà sempre il medesimo, e cioè? vi scriverò sempre quello che vediamo in giro per il mondo, sempre tante belle foto e argomenti interessanti che susciteranno la vostra curiosità.

Siete pronti? io si e prima di concludere vi ricordo la pagina faccialibro e il twitter  per essere sempre aggiornati!!!

CIauuuuuu

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Neve e castelli: Monaco di Baviera

   Vivendo nel sud del bel paese raramente mi è capitato di vedere la neve, anzi le occasioni in cui l’ho vista si contano sulle punta delle dita. Nonostante questo io ho sempre amato la neve, come potete leggere qui, qualche avversione con il sole, devo ammettere che ce l’ho; adoro il clima fresco, o meglio freddo, mi stanco subito del caldo, molti di voi diranno: “prova a vivere in una città gelida tutto un inverno e poi vediamo” e avete ragione…ma comunque tutto questo preambolo per dirvi che l’anno scorso ho preteso qualche giorno sulla neve. “Preteso” perché, per contro, proprio come due anime gemelle, il maschio alfa di casa preferisce il caldo sole estivo, odia il freddo, e quando ho proposto Monaco di Baviera ha odiato anche me. Se questo post lo dovesse scrivere lui trovereste la tabella dei gradi trovata tutti i giorni nella gelida città e un NON CI ANDATE a caratteri cubitali a fine pagina.
    Ma la verità è che Monaco è davvero bella, e sotto qualche centimetro di neve, diventa fiabesca! Inoltre ci sono un sacco di cose da vedere.
Monaco è la terza città tedesca per numero di abitanti, di sicuro la più importante nella Germania meridionale, la sua ricca e interessantissima storia ha donato alla sua cultura un folclore davvero unico, la sua vicinanza alle Alpi oltretutto non fa che alimentare ancora di più quello che è il suo fascino. La sua storia inizia attorno al 1155 grazie ad Enrico il Leone, duca sassone, dopo altri avvenimenti storici la città viene lasciata alla famiglia Wittelsbach la quale resisterà fino al 1918, grazie a discendenti predisposti in funzioni di spicco. Il periodo storico più vivido è sicuramente quello legato al Sacro Romano Impero, quello più triste, sicuramente il periodo legato alla seconda guerra mondiale. Ma aldilà dei fatti storici, a sconvolgere di più la Baviera, non sono stati, a mio avviso, i fatti ma le persone; è impressionante notare quante persone siano nate, o affermato la propria personalità, in Baviera!! La più famosa delle principesse, quelle vere intendo, Elisabetta Amalia Eugenia di Wittelsbach o meglio Sissi; Wolfgang Amadeus Mozart, nacque a Salisburgo ma crebbe musicalmente a Monaco e desiderava un posto presso la corte dei Wittelsbach; Albert Einstein crescuto a Monaco; Strauss compositore; il filosofo padre del concetto di persona e diritto Scheler e molti altri.
   Ma colui che sicuramente non potrà altro che risuonare per giorni nella vostra mente è Ludovico II di Wittelsbach ve lo nomineranno in tutte le solfe: “Il pazzo re Ludwig” “Il misterioso Ludwig” “Il re dei castelli” e il mio preferito “Il re delle fiabe”. Ludovico II ha lasciato un patrimonio storico, artistico e turistico inestimabile; la Baviera è visitata ogni anno da milioni di turisti che seguono il percorso tracciato dal re e dai suoi stravaganti castelli. Una personalità controversa, eclettica e sognatrice con i vizi e i capricci simili ad una star di Hollywood di fatti anche le circostanze in cui morì furono strane e misteriose. Lo dichiarano pazzo per via dei vizi e dei soldi che spende, senza però visita medica, e il giorno dopo lo trovano morto nel centro del lago di Stranberg e alcune leggende narrano che non furono ritrovate orme sulla neve, quindi alcuni credono che l’abbiano ucciso e gettato senza lasciare tracce. Mecenate di Richard Wagner il re delle fiabe progetta, lasciandosi ispirare dal celebre compositore (secondo alcuni era follemente innamorato di lui), il castello di Neuschwanstein, lo scopo?! Donarlo al compositore come fortezza di pace e tranquillità per creare la sua musica. Un dato di fatto è che il castello è pieno zeppo di simboli esoterici, rimandi alle opere di Wagner e fiabe antiche, comunque Wagner non visiterà mai il castello, lo stesso Ludovico passerà solo 172 giorni nel castello. Ma comunque ve ne parlerò meglio in un’altro post.
Cos’altro visitare?
   Marienplatz la piazza centrale, dove si affaccia il palazzo del municipio nuovo, è sicuramente una delle piazze più belle che abbia mai visto, stile neo gotico (1867) contiene uno degli orologi a carillon più grandi del mondo.
   Al centro della città l’ Englischer Garten – giardino inglese – è un luogo davvero piacevole per godersi la neve e qualche attimo di relax.
   La Münchner Residenz residenza dei duchi e aristocratici, non lasciatevi ingannare dall’esterno, l’interno della residenza è davvero stupefacente.
   Il Dom o meglio lFrauenkirche – cattedrale di nostra signora il progetto inizia nel 1468 ma la costruzione dei due campanili termina nel 1525. La cattedrale è famosa non solo per le sue navate molto alte, per il suo stile severo e imponente, ma anche per gli organi che risuonano al suo interno. Inoltre vi è una leggenda che avvolge di mistero la struttura ed è l’impronta del diavolo, visibile all’ingresso su una mattonella.
    La città è ricca di musei, che all’occorrenza si trasformano in ottimi ripari dal freddo. Il più importante è sicuramente Il Deutsches Museum è il più grande museo dedicato alla scienza  e alle tecnologie. 
    Monaco di Baviera è sicuramente un gioiellino vista con la neve, basta spostarsi di poco per visitare due dei più bei castelli che abbiamo in Europa, ha un centro raccolto e si presta a lunghe passeggiate; se come me trovate la neve che magari vi impedisce di camminare, musei, ristoranti, pub e centri commerciali non mancano. 
Nel prossimo post vi racconto dei castelli e di cosa mangiare e soprattuto cosa bere! 
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San Pietroburgo with love

Un viaggio per due ė un blog che parla di viaggi prevalentemente di coppia, sia per quanto riguarda sistemazioni, periodi e tempi di viaggio. San Pietroburgo  riassume questo concetto, perché? Beh perché è stato un viaggio regalo per il nostro anniversario 😍.

Il mio lui sapeva che avevo un desiderio enorme di visitare l’ Hermitage e come saprete, ormai, io adoro i musei come potete leggere qui o qui. Trovata l’offerta abbiamo preparato la valigia e via!!! Per le altre info clicca qui.
Cosa vedere? Noi ci siamo affidati, un giorno, ad un tour privato, con  Pecora verde, in due è davvero molto romantico, prevedeva anche il pranzo e il trasporto in auto privata.
Ci ha accompagnato una guida parlante italiano, molto garbata e preparata, insieme all’autista un gigante, buono, russo, che ci scortava letteralmente, ci ha fatto sentire dei vuips 😂 !!
 
Cosa visitare?
– Dopo un giro generale della città (sulla quale ci siamo concentrati dopo) abbiamo visitato l’Hermitage. Seppure eravamo solo in tre, compresa la guida, abbiamo avuto un accesso preferenziale e non abbiamo fatto fila, piccola nota: c’è il divieto d’ingresso per gli zaini, la guida ci spiegava che lo fanno per le scolaresche dato che, oltre le opere, il palazzo stesso è un’opera d’arte, dagli stucchi alle porte. Io ovviamente avevo uno zainetto, ma l’ho indossato solo su una spalla, come si fa con una borsa normale e sono passata tranquillamente. Dell’Hermitage e di quali opere vedere necessariamente ve ne parlerò in un’altro post. Adiacente al museo abbiamo visitato anche
Il Palazzo d’Inverno. Fu completato nel 1762, ma ristrutturato più volte per via di lotte ed incendi. Non era il primo palazzo invernale, ma sicuramente in quegli anni era una cattedrale nel deserto, per così dire.
La storia di San Pietroburgo nasce grazie alla testardaggine, totalitaria, di Pietro I detto il Grande. Per motivi strategici la Russia aveva bisogno di uno sbocco a mare nel lato Ovest, nel mare di Finlandia, così fu una prerogativa per Pietro il Grande conquistare quel territorio. Fatto questo però la zona abbandonata, una selva paludosa, non era certo il luogo perfetto per la città ideale che immaginava. Lui voleva trasformare quel territorio nella nuova capitale russa, in una città ideale, manifesto del processo di rinnovamento verso l’occidente. Ma come fare? Inviando schiavi a bonificare la zona, costringendo abitanti di altre città russe a trasferirsi lì, obbligando gli aristocratici a lasciare Mosca per investire nella costruzione di nuovi palazzi e regge. I “ benefici” di essere un dittatore “costringiamo la gente a lasciare tutti e tutto” ma si… Sta di fatto che così è nata San Pietroburgo. La costruzione di palazzi sfarzosi e residenze lussuose viene monitorata dallo zar stesso tanto da dare il nome allo stile artistico che veste i palazzi: il Barocco petrino. I suoi successori, fra cui la moglie Caterina la Grande, proseguono l’utopia del Grande zar e oggi possiamo ammirarne i risultati.
Il Palazzo d’Estate o di Caterina. Caterina la Grande così come suo marito aveva manie di grandezza e si circondava di costose bellezze. Era una donna molto istruita e, secondo alcuni storici, una regnate migliore del marito. Il palazzo d’estate  rappresenta infatti un suo capriccio stilistico, progettato su misura per lei. La storia ci conferma che noi donne non riusciamo a vivere per anni con lo stesso arredamento, uomini rassegnatevi è genetica, non vi lamentate se vostra moglie vi chiede di ridipingere casa!!  La nipote di Caterina, Anna, decide nel 1743 di ristrutturare il palazzo. Elisabetta, figlia di Caterina, successivamente nel 1752, si scoccia e trova l’architettura del palazzo ormai obsoleta e la cambia nuovamente. Non contenta decide di rinfrescare statue e pareti (la facciata si estende per 325 metri)  placcando d’oro tutto quello che voleva, si dice che addirittura tutto il tetto fosse ricoperto d’oro. Ma non finisce qui solo nel 1773 toglie l’oro, e ridipinge verde, fino a prima di morire Elisabetta, cambia idea nuovamente e vuole ricoprire delle statue in oro. Finalmente sale al trono Caterina II detta la Taccagna* – la quale ferma tutti questi sprechi di denaro e dona al palazzo l’aspetto che vediamo oggi, soprattutto negli interni, di un sobrio e poco costoso stile neoclassico. 
Chiesa del Salvatore sul Sangue versato fu completata nel 1907 ed eretta nel luogo dell’assassinio di Alessandro II, durante un attentato. La zona fu allargata deviando in parte il canale Gribaedova facendo in modo che parte del suolo sul quale venne versato il sangue di Alessandro II passi all’interno della struttura. Quindi è inevitabile associare la figura di Cristo a quella dello zar. Durante l’assedio di Leningrado la chiesa diventa un magazzino di verdure, il pensiero ateo vuole vedere tutte le strutture, un tempo religiose, utilizzate per scopi pratici. Inevitabilmente danneggiato l’interno viene ristrutturato e i lavori che proseguono ancora oggi. L’interno è ricolmo di pietre preziose, pareti ricoperte di mosaici e lo sfarzo si respira ovunque ma, a mio modesto avviso, sembra una sala giochi psichedelica. Vale la pena visitarla perché è un opera maestosa e diversa, molto colorata e particolare, oltre questo però si vede che è un opera moderna i mosaici sembrano cartoni animati…
Il palazzo dell’Ammiragliato dona una forma particolare allo skyline della città, la quale grazie alla guglia dorata non si attarda a farsi notare. Da qui inizia anche la Prospettiva Nevskij ossia arteria della città che culmina alla Piazza del Palazzo.
Altro edificio che si nota dallo skyline è la Cattedrale di San Pietro e Paola.
– Ultimo palazzo degno di nota, più distante dal centro città ma imperdibile è il palazzo di Pietro I il Grande ossia la reggia di Peterhof. Prima vi ho scritto delle vicissitudini che  hanno visto protagonista il palazzo di Caterina, con questo Pietro fa le scarpe a tutte le femmine di casa creando una reggia di una bellezza inaudita. E’ enorme vi consiglio vivamente di andare con una guida.

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San Pietroburgo ė una città molto elegante, più raffinata rispetto all idea che sia ha di una città russa, certo lo stile regime in molte strade e palazzi si percepiva, ma non ho avuto l’impressione di vivere una città fredda. Anche la gente era molto gentile ed educata, pensate quel giorno avevo la febbre, e si vedeva, tutte le persone o commercianti con i quali ho parlato mi hanno offerto medicinali, bibite calde zuppe e quanto altro.
In generale questo viaggio ė stato molto tranquillo, in occasione dell’anniversario ci siamo presi i tempi per stare insieme e rilassarci. Inoltre San Pietroburgo si presta volentieri come scenario di una città romantica i tramonti sul fiume Neva, i palazzi in stile  Barocco petrino, lunghe passeggiate e viali alberati, le donano un carattere  dolce e un aspetto sofisticato.
Bene spero vi sia utile questo articolo e che vi possa incuriosire, vi è piaciuto??? Allora condividetelo su faccialibro o su uccellino !!! Capitoski???? Al prossimo articoloskij!! Dasvidania 
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San Pietroburgo – info utili

Prima di portarvi, virtualmente, a San Pietroburgo, voglio dedicare un articolo a quelle info tecniche, tanto noiose, ma sempre utili. Il viaggio in un’altro continente merita sempre un’attenzione in più. Noi europei ci siamo quasi abituati a non dover cambiare più la moneta quando viaggiamo, ad esempio, oppure a non porci il problema sui documenti che servono per il volo e simili. Dopo alcuni consigli tecnici che potete leggere qui e qui, validi più o meno sempre, dedico un focus sul viaggio in Russia.

Documenti e visti: se partite da soli senza agenzia, dovete pensarci voi, noi in genere ci informiamo su questo sito ma in generale in rete si trova diversa scelta ovviamente con le dovute precauzioni (metodi di pagamento, sede legale ecc..). Idem per quanto riguarda l’assicurazione viaggio. La Russia ė molto fiscale sotto questo aspetto, prima di organizzare, come già scrivevo in questo articolo, occorre prendere qualche precauzione, magari una visitina sul sito della Farnesina per vedere se è sicuro partire si dovrebbe sempre fare. In ogni caso i documenti che servono, oltre al passaporto,  sono: visto turistico, assicurazione, documento che attesta la familiarità con un minore e/o i rari così in cui state trasportando qualcosa di ingombrante o che richiede un permesso. Maggiori info le potete leggere qui
 
Cambio: il rublo russo ė una moneta debole rispetto all’euro ed inoltre poco stabile quindi le banche applicano tassi maggiori sui cambi – rigo gentilmente offerto dall’uomo di casa io mi astengo dalle questioni economiche – infatti cambiavamo poco alla volta allo sportello della banca, così avevamo un tasso pressoché onesto, anche in Cina abbiamo fatto così.
Cosa mangiare: La zuppa di rape rosse l’ ho trovata squisita, ma in generale tutte le zuppe, sarà che ero malaticcia quando siamo stati a San Pietroburgo, mentre sulla carne, seppure non sono vegetariana, ho avuto delle riserve, pare che consumino molto la carne di orso, e non sia mai che io mangi un orsetto!!!! Da provare filetto alla Stroganoff, con una salsa di panna acida e cipolle, come pesce in generale quello nordico lo cucinano bene, ovviamente sempre ricco di spezie, paprika dolce e simili.
 
Dove alloggiare: C’è una vasta scelta sia per quanto riguarda strutture di lusso che ostelli, certo non meravigliatevi se alcuni palazzi sono in puro stile soviet, in generale però la città ha un aria elegante e un carattere raffinato. Io consiglio gli alberghi sulla Prospettiva Nevskij grazie a questa strada riuscirete subito ad orientarvi in una città piuttosto grande e dispersiva. La metropolitana è uno spettacolo, non è elegante e lussuosa come quella di Mosca, ma a differenza di molte stazioni metropolitane qui avrete l’impressione di passeggiare per i corridoi di un palazzo sotterraneo. Autobus ne abbiamo visti davvero pochi.
Per l’itinerario della città aspettate il prossimo post!!! Nel frattempo CONDIVIDETE!!!!! Grazie
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Un giorno sul fiume Li

Un giorno sul fiume Li abbiamo visto della “bellezza”.
Come vi descrivevo nel post precedente la Cina ci ha stupiti con Guilin, ma il luogo dove meglio si apprezza questo spettacolo naturale, è dal fiume.
Trovammo on line sul nostro amatissimo City Discovery un tour che ci permetteva di fare un giro poco fuori Guilin sul fiume Li (Lijiang).
Qui, lì, là, lo…Dal fiume Lisolo da li e non da la, si possono vedere le famose montagne carsiche.
Preso un bus attraversiamo la campagna e la vista dal finestrino è sconvolgente, stavolta non per le montagne, anzi terra coltivata piattissima. Case abbandonate, palazzotti di fortuna, carretti, mucche, galline a piede libero invadono la nostra vista. Ci concentriamo su dei vecchietti che battono il riso in delle ceste, altri che si dedicano all’essiccazione di chissà quale erba, stendendo l’ignoto rimedio su strade e anche per terra sul campetto da gioco dell’unica scuola presente in quella zona. La guida, originario di quelle parti, ci spiegava che molti dall’entroterra venivano a stare li per i comfort che offriva (alla faccia dei comfort) parliamo di luce ed acqua corrente.
Ma attraversata questa, che a sentire la guida, era una metropoli arriviamo sulle sponde del fiume Li. Ed in effetti qui parliamo di capanne e tende senza acqua ne luce. C’ erano addirittura delle bancarelle che vendevano di tutto, dai medicinali alla benzina, ma attirarono la nostra attenzione delle vecchine, probabilmente centenarie o immortali,  che facevano le ambulanti.

Perlustrata la zona ci spalmano su delle zattere di bambù (più che bambù erano tubi di dubbia origine) a motore. Se potete vedere dalle foto furono costruite da Mac Gyver in persona, avevano lo stemma Mac Gyver approved! L’ingegno degli asiatici è paragonabile solo a quello dei campani, sono fantastici (siamo fantastici) – non vi racconto cosa saprebbe creare mio padre se avesse una forcina, un pelo e una gomma da masticare – affidati nelle mani di navigatori esperti (usate sarcasmo), adagiati su comode  e sicure imbarcazioni, inizia la nostra traversata. Vi lascio alle immagini.
Si è mai avverato un vostro sogno? In quel momento si avverò un nostro sogno. Non riesco a descrivere a parole cosa provammo. Riesco solo a dirvi che eravamo inebetiti dallo spettacolo che ci si proponeva dinanzi.
Una volta finito il giro non pensavamo minimamente di lasciare quel posto, volevamo essere abbandonati li, avremmo chiesto una foglia sulla quale appoggiare la testa a una di quelle vecchiette.
Percepita la nostra follia il giovanotto che ci faceva da guida ci dice che se avessimo voluto ci avrebbe accompagnato, con un’altro mezzo,  in un altro villaggio, promettendoci di farci vedere le vere zattere di bambù, non a motore, con i veri pescatori del posto, caratteristici perché utilizzano il cormorano.
Ovviamente pagando la differenza. –  Ma certo!! perché non fidarsi di una compagnia di cinesi sconosciuti che promettono di portarti in un villaggio abbandonato, senza mezzi di comunicazione, per soldi, abbandonando tutti gli altri, con macchine fotografiche da migliaia di euro al collo, già, perché no?!???!??!? – E così ci fidammo.
Il livello di desolazione si alza sempre di più, insieme al livello di bellezze che si spigano dinanzi ai nostri occhi. Questo è un villaggio con 4/5 case abitate, lo stato cinese iniziò a costruirvi delle case, ma la fuga dalle campagne in Cina è un fenomeno migratorio impressionante. Ma questo villaggio, non chiedetemi il nome perché non lo so, fu un fuori rotta, si rivelò davvero un luogo speciale. Strano. Abbandonato con 4/5 famiglie che stavano li ad aspettarci, chi con la macchina fotografica (a rullino di quelle vecchissime), chi con stoffe, chi con cibo e bibite. Inutile dire che ci seguivano passo passo. Improvvisarono uno spettacolo con i cormorani, spettacolo per noi, il tizio pescava la cena sul serio.

Ci portarono su queste zattere, e all’improvviso vediamo in mezzo alla boscaglia, dei giovani cinesi, in abito da sera (in abito circense da sera), altri in abito da sposa, coppie e coppie di sposi che raggiungevano quel posto per farsi le foto. Ve l’ho detto fu stranissimo. Ma lo rifarei migliaia di volte.

Gente fantastica.
E questa è stata una delle giornate più belle e strane della nostra vita.

Vi è piaciuto l’articolo? Se vi va condividetelo!!!!! Hai qualche domanda da fare?! Sarei curiosa di leggerla nei commenti! Xie xie (grazie) ciauuuuu