Cambiare o non cambiare questo è il problema

“Ma che domande fai Manu?!” Soprattuto dopo un periodo di inattività bloggeresca??!! 

E andiamo a spiegarlo questo periodo di inattività (voluta e non) dal blog. Saltando direttamente al punto, glissando con destrezza le banalità a tema: “La vita cambia e il tempo pure”, certa che per tutti è così, passo direttamente a ciò che mi ha fatto torcere un pò il naso e alzare le mani dalla tastiera. Dalle cause scatenanti di certo devo togliere il blog in quanto tale il quale, nonostante l’inattività ha vissuto di rendita grazie ai contenuti già pubblicati e il progetto in se mi suona sempre piacevole e simpatico. Andiamo a disquisire quindi le motivazioni:

  1. LA CATEGORIZZAZIONE. Di travel blogger ce ne sono davvero tanti, di instagrammers ancora di più, di avventurieri ne è ricco il mondo  e le nostre bacheche, gallerie e smartphone sono pieni di foto e video SUPERMEGAFIGOSIIIIiii di posti sempre più inaccessibili, sempre più pericolosi, sempre più esclusivi sempre più “io ci posso andare c’ho i followersss e una Gropro, vieni anche tu!”. Filo conduttore di tutti, quindi, questa smania di viaggiare a tutti i costi. Senza la necessità di spiegare il perchè  come se fosse il viaggio l’unica parte in se ad essere interessante.  IMG_0708Tutto questo a me non piace. Non piace essere alla moda e non piace fare le cose perché è di tendenza farlo e, a mio modestissimo e labilissimo avviso, lo trovo davvero poco interessante. Sembra che i contenuti si ripetano, che le mete siano sempre le solite e che tutti scrivano sull’onda della tendenza, capisco la SEO però… Ma non è colpa degli altri, ovviamente, ma mia che ho messo su Un viaggio per due delimitandomi il raggio di azione ai soli viaggi inserendomi in un contesto esclusivo e mono tematico. Scelsi di parlare di viaggi come pretesto per argomentare di altro, cosa d’altronde evidente nei post che ho lasciato sul blog, ma che non mi soddisfa più pienamente. Oltretutto il settore “viaggi” non è mia competenza e cioè io non lavoro in questo ambito e vivo ogni viaggio come pura e semplice utente media, non fa parte (purtroppo) del mio quotidiano e non abbraccia tutti quelli che sono i miei interessi.
  2.  I SOCIAL vs SCRITTURA. Un motivo principale che ha accompagnato l’apertura di questo blog è stato da sempre la scrittura, avere l’obbligo e il pretesto di dover aggiornare Un viaggio per due mi ha dato modo di alimentare questa mia passione, sempre avuta, ma sempre messa in secondo piano. I social nel corso di questi ultimi anni hanno dato un plus a tutti i possessori di blog, è innegabile, ma li ha allontanati, sempre a mio modestissimo e labilissimo avviso, dalla scrittura, quel nesso meno diretto ma più profondo che lega scrittore e lettore (scrittore leggetelo come colui che scrive e non come Scrittore nel senso artistico del termine). E anche quest’ultimo aspetto, non piace, anche se mi rendo conto che è davvero funzionale e piacevole condividere in maniera diretta un’esperienza… sarà che parte del mio lavoro si muove in questo campo e, facendolo per altri, mi sembra strano farlo anche per i miei contenuti. Io creo contenuti – foto, video, illustrazioni, testi e quant’altro – e vedo che  tutto questo fa perdere un pò di spontaneità. Sarà che non voglio perdere quel nesso con la scrittura questo aspetto mi ha frenata non poco.

Quindi, tirando le somme, dopo questa breve panoramica addentratasi anche nel magico mondo del social media marketing, capite che la domanda posta su assume un valore più ampio, critico e interessante; Sarà il caso di cambiare? Sicuramente! Un viaggio per due evolverà in una forma nuova.

NUOVO2_logo_unviaggioperdue

Iniziamo dal NUOVO LOGONE !! Una cosa è certa continuerà a parlare dei nostri viaggi sempre con il tono avuto fin ora ossia della parte romantica che precede la scelta di un viaggio, del perché il nostro retaggio e gusto ci spinge a scegliere delle mete piuttosto che altre, delle differenze culturali, delle bellezze artistiche e quant’altro scritto fin ora. Un punto di vista personale e, che piaccia o no, unico. Condivisione non deve significare omologazione.
Dopo tutto perché viaggiare? La verità che ognuno ha i suoi motivi. I suoi bellissimi motivi.
C’è chi scappa, c’è chi cerca, chi si vuole perdere, chi si vuole ritrovare, chi si è annoiato, chi deve dimostrare di farcela da solo, chi vuole ricominciare da capo, chi vuole imparare, chi vuole divertirsi, chi vuole avverare un sogno; se siete fra uno di questi avete un buon motivo per decidere di viaggiare. Con questo non sono contraria a post sponsorizzati, a viaggi organizzati, e prodotti consigliati (se davvero provati) anzi tutte queste tecniche non sono altro che il Carosello 2.0 (nemmeno ero nata quando lo mandavano in onda) per dire che ben venga la pubblicità fatta bene.
Però dopo un pò il finto entusiasmo diventa posticcio e noioso, e se ne vede tanto in giro.

La società ha bisogno di riassumere in UNA parola la grande complessità che si nasconde dietro ognuno di noi, la società ci vuole facilmente identificabili, per catalogarci meglio, perché è faticoso descrivere con TANTE parole una personalità, è sempre stato così, per questo l’odioso #semplicementeio. Nessuno di noi è semplice.

A cosa serve questo articolo?A fare un pò di polemica controllata, a spiegare perché sono stata assente per un pò dal blog, a cercare di capire perché continuare a scrivere. In effetti mi è servito per capire che devo continuare a fare quello che stavo facendo e che non necessariamente devono servire a qualcosa gli articoli. Un viaggio per due cambierà, verranno aggiunti nuovi contenuti, con un filo conduttore ossia il Viaggio inteso non come l’atto fisico di prendere l’aereo e raggiungere un luogo diverso, ma il tutto ciò che aiuta a viaggiare con l’immaginazione e con la mente creato appositamente per chi ama farsi i castelli in aria, per i sognatori, per coloro che non hanno bisogno di un aereo per viaggiare. Ci saranno altre categorie come: Arte, Letteratura, Cinema e Musica, ambizioso?giphy

Ps:perdonate la dose inimmaginabile di digressioni e la quantità di sarcasmo presenti nell’articolo. Nessun instagramers è stato maltrattato, sfruttato  o insultato. Fatti o persone descritti nell’articolo sono frutto dell’immaginazione dell’autrice e quindi puramente casuali. Siete autorizzati ad insultarmi e a darmi della poco coerente quando vedrete spuntare fra le mie gallerie foto di spalle, trecce e colazioni. Per scrivere l’hashtag “semplicemente io” mi sono dovuta cavare un occhio, spaccare un dito e chiamare la mamma per chiederle se mi vuole ancora bene, ma ora va meglio, grazie a tutti.

 

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4 pensieri su “Cambiare o non cambiare questo è il problema

  1. L'OrsaNelCarro Travel Blog ha detto:

    hahahahah ma vedi che fuori dal mondo che sono se #semplicementeio lo scopro stasera qui sul tuo blog! 😀
    La penso come te, ma chi l’ha detto che bisogna per forza scrivere, aggiornare il blog con cadenza da “calendario editoriale” ODIO questa parola peggio di semplicementeio! 😛 Personalmente quando non viaggio non scrivo oppure scrivo di viaggi passati che ancora ho in bozze. Oh alla fine è un diario personale -o almeno io lo concepisco ancora tale- in cui si parla di una passione. Passione che in molti casi regala delle belle soddisfazioni e non mi riferisco al viaggio o al posto visitato ma al fattore blogging/sponsorizzazioni ecc. Laddove ci fosse la possibilità di approfittarne ma perché no? D’altra parte sono le stesse aziende che approfittano della nostra visibilità e della nostra capacità di farci trovare su Google, no? Su Twitter io ci sto per fare “comunella” lo sai! IG invece lo curo da relativamente poco e sto piano piano riesumando vecchie foto di viaggio da inserire nella gallery. Detto questo mi piace molto il nuovo logo e il tuo spirito di cambiamento, il blog deve avere il taglio che più ci piace e se fra un racconto di viaggio e l’altro ci volessi parlare dell’uranio impoverito ma fallo!
    PS: però con l’ultima GIF mi hai flesciata porcamiseria hahahah ho bisogno di dieciminuti di buio adesso 😀 😀 😀
    Bentornata e un bacione!

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    • manu ha detto:

      Huahuahuahauha sei fantastica! Twitter è favoloso solo per la comunella hai ragione! Sarà deformazione professionale ma lavorando come grafica e nel settore comunicazione sono tipo ossessiva compulsiva con il piano editoriale e combatto come paladina della giustizia per farlo capire agli altri e io sul mio blog non l ho mai avuto…lasciato così libero al pascolo, selvaggio e mi va anche bene, solo che mi sono resa conto che ne ho bisogno…paradossalmente è proprio quello che mi aiuterà (spero) a dare nuova vita al blog e a mettere ordine alla follia che ho in testa🤪

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  2. Anna ha detto:

    Mi trovo spesso e volentieri in fasi critiche come questa che descrivi, quindi ti capisco benissimo. L’omologazione è triste, ci spinge a non differenziarci uno dall’altro, ci spinge ad essere tutti entusiasti di tutto (almeno in questo campo) e a me col tempo è passata la voglia di scrivere più liberamente tutto quello che penso. Non è questo che voglio fare sul mio blog.

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    • manu ha detto:

      Anna decisamente colto in pieno il messaggio. Non è una critica agli altri (in via del tutto generale) ma è al mio modo di scrivere o quanto meno di approcciarmi al blog. Non ho la pretesa di essere unica ma mi rendo conto che è facilissimo scivolare nell’omologazione…ed è brutto non mi piace! Se questo può essere uno spunto di riflessione mi fa davvero piacere!

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