Tigri, elefanti e serpenti: Chiang Mai la natura nel Nord della Thailandia

Prima di partire per la Thailandia io ero come un bambina in un negozio di caramelle all’idea che avrei potuto vedere una marea di animali stupendi. Mia mamma che conosce la mia passione per gli animali e il mio impavido coraggio, da buona mamma campana, OGNI volta che mi vedeva, prima della partenza, esordiva: “Manuè m’arracumann nun mi fa stà pu nu p’nsier ca t mang na tigre o t’mozzica nu serpent, per piacere!!” trad. “Manu non farmi stare in pensiero, non oso immaginare cosa farei se ti mangiasse una tigre o se ti mordesse un serpente velenoso, suvvia”. Inutile dire che ho fatto totalmente l’opposto e quella povera donna di mia madre si è dovuta subire anche i video in diretta dei miei incontri.

Il Nord della Thailandia è la zona dove in assoluto si può apprezzare la natura thai. 

L’atteggiamento degli asiatici, però, è strano verso la natura; cioè io in Cina (puoi leggere gli articoli qui) , nelle grandi città della Thailandia e in parte in Laos ho visto cose assurde per quanto riguarda la mancanza di rispetto per la natura e degli animali. La cultura cinese vive questo contrasto perché su una bilancia ha più peso il progresso per loro piuttosto che la natura, nonostante sia la base delle loro cure mediche, un controsenso si, ma in armonia con il pensiero di Confucio che prevede un rispetto verso la società, prima ancora allo  Stato e al progresso e in secondo luogo alla natura, ovviamente il concetto è stato esasperato nei secoli.
 In Thailandia, invece vi è un pensiero socio/religioso animista, quindi mi sarei aspettata un atteggiamento più rispettoso verso la natura, ma a Bangkok è stato uno strazio, tigri, elefanti, farm e nursery che sono dei lager! A Bangkok ho pianto in quella che ci avevano garantito essere una farm per gli elefanti, ma sono scappata per la condizione delle povere bestie e per gli spettacoli ripugnati e patetici. Chiedendo spiegazioni a dei locali in effetti nelle grandi città thailandesi ormai questa è solo una forma di puro commercio per attirare i turisti. Non vi dico la delusione, e io che pensavo di trovare nella Thailandia uno stato animal friendly.
Quando parlo di poco rispetto e atrocità verso gli animali non mi riferisco a quelle che sono delle peculiarità della cultura (non sono ne vegana ne un’animalista ma odio i maltrattamenti sugli animali) esempio: loro usano gli elefanti come noi i cavalli per trasportare oggetti, le scimmiette come animali da compagnia e cosi via, per atrocità intendo animali legati e drogati, denutriti sporchi e richiuse in piccole gabbie, picchiati e addestrati con tecniche dolorose…Mi aspettavo già a Bangkok un rispetto maggiore quindi.

A Chiang Mai, invece, il discorso è nettamente diverso.

A Chiang Mai potete vivere il contatto con la natura e il rispetto che i thailandesi hanno verso di essa. Qui sorge il monte più alto della Thailandia il Doi Inthanoned è la regione Thailandese con più parchi e riserve naturali (in tutta la Thailandia ce ne sono circa 150). Verde e foreste a perdita d’occhio.

Perché in Thailandia ci sono cosi tante farm o nursery (o molte che si spacciano per tali)?

Nei primi anni della industrializzazione in Thailandia lo stato ha permesso molti disboscamenti per l’agricoltura a scopo commerciale e nelle zone paludose è storica la distruzione delle foreste di mangrovie per la coltivazione di gamberetti (quelli che mangiamo surgelati) oltre a tutte le attività illegali senza il minimo sanzionamento. Di conseguenza la fauna thailandese si è vista distruggere la casa. Gli elefanti usati come muletti per sollevare i tronchi tagliati e migliaia di uccelli sfrattati.
La Thailandia sorge fra il tropico del Cancrol’equatore quindi ha una flora e fauna ricchissima rispetto ad altre nazioni. Molti animali trovatisi senza casa sono stati sfruttati e addomesticati. Negli ultimi anni (dagli anni ‘80) invece lo stato ha fatto retro front e si è dedicato al risanamento del territorio, inoltre l’amato imperatore Rama IX ha civilizzato le aree rurali fermando cosi l’immigrazione verso le grandi città. Insieme a questo risanamento territoriale molti thailandesi si sono spesi per il recupero degli animali, soprattuto verso gli elefanti e verso le tigri, formando associazioni per la salvaguardia animale e contro il bracconaggio (ancora oggi la medicina tradizionale cinese prevede l’uso di alcune parti di questi animali). Molte di queste associazioni esistono e lavorano bene ma non ultimo è stato lo scandalo del  Tempio delle Tigri nella provincia di Kanchanaburi   gestito da monaci buddisti, dove tutto facevano purché salvaguardare le tigri.
Quindi lo stato ha autorizzato l’apertura di alcune farm e nursery dove la cura degli animali deve seguire degli standard ben precisi, tutto il resto sta ancora su perché oramai si giustificano come zoo. Ma controlli stringenti e pesanti sanzioni stanno facendo chiudere queste fake farm. Tutto questo per dire che prima di entrare in una nursery o farm assicuratevi di vedere i simboli dello stato al suo ingresso e, in alcuni casi, anche la bandiera del WWF. Se invece siete di quelli che vogliono vedere gli animali SOLO allo stato selvatico, non vi accostate proprio. Ma sappiate che molti di questi centri hanno contribuito a salvare molti animali già in cattività, e a ristabilire il numero degli esemplari a rischio estinzione, rintroducendoli anche in natura nelle riserve nazionali, dove infatti si quantificano sensibili miglioramenti (vi metto il link a questo articolo interessante)

Accarezzare una tigre al Tiger Kingdom

La prima esperienza vissuta appena arrivati a Chiang Mai è stata la visita al Tiger Kingdom. Prima di partire ero sueprMEGA eccitata all’idea di accarezzare una tigre, non vi dico l’emozione. Ma non vi nascondo che dopo quello che ho visto a Bangkok ero tentata di non andarci, ma le recensioni in rete e la bandiera del WWF sul sito e fuori la struttura mi hanno rassicurata. E devo dirvi che ci tornerei subito!
Le tigri non sono drogate, ma abituate alla presenza dell’uomo, non ci sono cavi elettrici ma l’unico mezzo di addestramento è una asticella bambù, i ragazzi che lavorano sono volontari, tranne i capi addestratori, le tigri godono di un ampio spazio nel retro della struttura che copre un’intera collina immersa nel loro habitat naturale. La zona dove i visitatori possono interagire con le tigri sono ampie pulite e ben tenute, e le tigri non sono sempre le stesse ma fanno dei turni, finiti i quali lasciano le gabbie dove possono entrare anche i visitatori e portate nella zona ampia, dove possono essere libere in uno spazio aperto. Solo alcune tigri vengono selezionate per stare al contatto con l’uomo, le altre staranno tutta la vita nella riserva, e solo poche purtroppo vengono reintrodotte in natura. Le tigri sono in salute, ben tenute e ben nutrite, quelle malate vengono curate in un’altra zona della struttura e quelle anziane vengono separate dalle giovani.
Certo è sempre meglio pensare che le tigri se ne stiano per fatti loro in natura, ma se centri come questo possono difendere questi esemplari a rischio estinzione dal bracconaggio  e nel frattempo, senza esagerazioni, avverare il sogno di accarezzare una tigre, ben vengano!

Come funziona?

All’ingresso del Tiger Kingdom  vi verrà chiesto di aspettare il vostro turno primo per non stressare le tigri e secondo per permettere il cambio degli animali come vi dicevo su. Ci hanno fatto scegliere fra alcuni pacchetti, come potete vedere sul loro sito. Non è affatto economico. Ma una struttura del genere credo che meriti un soldino in più. Noi abbiamo scelto di stare con tre tigri: il cucciolo, la media e la grande. Vi lascio alle foto.
La piccola è quella più imprevedibile, hanno gli artigli e tutto ovviamente (altri “centri” li mutilano), quindi seguire alla lettera quello che gli addestratori dicono serve a non mettere in pericolo voi e la tigre. E’ STATO MERAVIGLIOSO!!
Per la media ci fanno entrare in una bella zona recintata con una piscina e due tigri di 3 anni circa, sono adolescenti. Abbiamo dovuto aspettare che si fermassero per poterci avvicinare, non le hanno costrette, ma nel frattempo ci ho fatto delle belle foto. Qui un po di fifa ci è venuta, le vedevamo saltare e giocare nell’acqua e il tipo con noi aveva solo un’asticella di bambù, e la firma su quel documento di esonero di responsabilità iniziava a riapparirmi nella mente. Poi si sono stancate e spalmate al suolo, una a terra e una sul tavolo, io mi sono avvicinata a quella sul tavolo, mi sono fatta fare una foto, e all’improvviso questa si alza sul tavolo (già era grossa) e in quel momento ho pensato che fosse giunta la mia ora. Invece no, sono ben nutrite e i miei rotoloni non gli hanno fatto gola.
L’ultima la più grande, 6 anni, si chiamava Ciambella. Una tigre che si chiama ciambella…che male vi può fare?! E infatti è stata la più coccolona! Non fatevi ingannare dalla grandezza quindi, molti evitavano le grandi perché sono grosse e fanno un po spavento ma in realtà sono le più docili. Le abbiamo potute accarezzare per un pò  solo sul dorso ed energicamente per non simulare il ronzio di qualche insetto, che le avrebbe infastidite.
Sempre nella zona montana di Chiang mai esistono diverse nursery autorizzate dallo stato e dal dal WWF e quindi che non maltrattano gli animali, molte sono dedicati agli elefanti, ma le stesse strutture autorizzate effettuano ugualmente la passeggiata sul dorso degli elefanti, che per quanto a noi suona di sfruttamento per loro, purtroppo,  è normale. La struttura che abbiamo visitato noi ci è stata consigliata la famiglia thai che ci ospitava (si siamo stati in una casa Thai vera e propria ve e scriverò poi…).

Elephant Nature Park

un parco enorme dove gli elefanti scorrazzano liberi, sorge vicino ad un fiume,  abbiamo visto gli elefanti fare il bagno da soli, uno spettacolo sublime. Avremmo potuto anche aiutarli nel lavaggio ma abbiamo preferito non farlo, per non bagnarci. Vedere gli elefanti da cosi vicino, cosi grandi ma cosi silenziosi, ha suscitato in noi 2 un enorme senso di onore e rispetto, secondo una leggenda sono stati gli elefanti a creare i corsi dei fiumi con le loro proboscidi per facilitare la vita nella foresta. Perciò capisco il senso di sacralità che li avvolge. Stupendi.
Dopo gli elefanti è toccato ai serpenti, non chiedetemi come si chiamava perché credo che li era una fattoria privata, di fatto ci ha fermato il tassista ed indicato di entrare, noi ci siamo fidati (stolti) e entrati in questa fattoria con tanto di bambini, donne che cucinavano, (anche il tassista è venuto con noi) ci hanno accolto e fatto vedere così a freddo tutti i serpenti che avevano, cacciati fuori, messi a terra, e garantito che loro non praticano il prelievo del veleno dai cobra (veleno sempre usato nella medicina tradizionale cinese) l’unico ragazzo che parlava inglese ci ha spiegato che sono una famiglia di allevatori e addestratori di serpenti, non li privano del veleno e loro praticano fin da piccoli l’auto somministrazione del veleno dei cobra, per esserne immuni. Dei folli. Ma sono thailandesi. Per farci vedere ha indotto il cobra al morso su un bicchiere ed effettivamente il veleno c’era. Oltre i cobra (che ho visto anche per strada a Phuket) c’erano diversi esemplari di rettili. E’ stato bello conoscere questa famiglia di folli.
Insomma a Chiang Mai c’è molto da fare! E moltissimi animali nel loro habitat naturale da vedere.
Io ci tornerei ora! Il clima a Chiang Mai è più disteso e placido, in un post successivo vi descriverò cosa abbiamo visitato e anche della capatina sul Mekong e in Laos!!!
PS: mia madre è sopravvissuta allo shock.
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3 pensieri su “Tigri, elefanti e serpenti: Chiang Mai la natura nel Nord della Thailandia

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