Bangkok: dangerous sul serio?!

Ho scritto parte di questo articolo a caldo sul volo per Chiang Mai, ma la mia panda attitude me lo fa pubblicare solo oggi.
   Bangkok…da dove incominciare?! siamo partiti, come al solito, in due, da soli, viaggio organizzato in autonomia, tutto prenotato on line.
   Penso che è scontato scrivere che “Bangkok e la città dei contrasti”, siamo onesti, per noi europei tutta l’Asia lo è. Quindi cosa vi scriverò?! Questo non è un blog per signorine, non scrivo di beauty case e trucchi da viaggio, ne tanto meno vi posso dare qualche dritta da beckpakers perché, seppure li invidio molto, non lo siamo. Che tipo di viggiatori siamo io e l altra metà di un viaggio per due?! Di quelli che fanno domande, che fermano la gente per strada e chiedono  cose agli abitanti, siamo due impiccioni, due che si fermano a chiacchierare, che mettono in dubbio ciò che tutti gli altri dicono, due contestatori, ricercatori di quello che va aldilà degli stereotipi. Con la pretenziosa ambizione di riuscirci in qualche giorno.
Scrivevo: ė inutile dire che Bangkok ė la città dei contrasti, quando si viaggia, soprattutto in Asia, i contrasti sono quelli che si notano prima, le differenze da quello che si conosce a quello che si nota. Ti arrivano come una sprangata in mezzo alla fronte.
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   Si legge della Thailandia  che è la nazione del sorriso, ed è vero, è quasi impossibile incrociare uno sguardo con un thailandese e non rubargli un sorriso, un “Kop khun khaa” a mani unite con il capo chino, soprattuto quando notano che sei un turista, se possono ti danno informazioni, ti dicono di dirigerti verso lo skytrain o su quale pier per imbarcarti.
Ma noi abbiamo vissuto un clima diverso, poco dopo la fine del mese di lutto nazionale per la morte del loro amato re Bhumibol la Thailandia, per noi, è stata anche la nazione delle lacrime, del pianto, dei fiocchetti neri sulle maniche dei thailandesi, delle spillette nere che tappezzavano le bancarelle dei souvenir con una triste scritte FREE, delle donne thai vestite a lutto  con i loro completi elegantissimi e cangianti di taffetà con le spalline bombate.
    Si legge che la Thailandia sia una nazione gettonata per il turismo sessuale, ed è vero purtroppo; le strutture prendono diverse precauzioni e in generale lo stato è molto attendo a questa piaga, in molti alberghi non puoi entrare con un minore che non sia tuo figlio, anche se si viaggia in gruppo, i minori devono essere sempre accompagnati dai genitori, non zii o zie;  per strada si è controllati a vista soprattuto nelle zone residenziali, quindi state alla larga da gente che vi propone foto con bimbi con abiti tipici o che vi chiedono l’elemosina. Chiacchierando ho notato però che per molte donne purtroppo è normale, non che gli faccia piacere attenzione, ma la povertà e una società spietata le ha portate a rassegnarsi, molte ragazze sperano di trovare fortuna, illusoria, con qualche (schifoso) occidentale, quindi ci è capitato spessissimo di vedere coppie formate da vecchi balordi e ragazze poco più che adolescenti, che neanche si capivano, la rabbia e il ribrezzo è tanto, a consolare e mitigare questa pratica per strada ci sono moltissimi centri per giovani donne e madri.
Se questo argomento è scioccante lo è ancora di più quello che riguarda il turismo sanitario, ci sono decine e decine di ospedali con tanto di mega cartelloni con foto di medici sorridenti, ospedali di super lusso e super specializzati, inutile dire che le prestazioni più richieste sono quelle di origine estetica: seni, nasi, matoplastoche e non è affatto difficile notare molte persone con diverse fasciature sgambettare come mummie libere per la città. Una madre aveva organizzato la vacanza per il resto della famiglia e l’intervento al seno per la figlia. E se questo, per quanto mi riguarda, è assurdo, ci troviamo nell’ambito del legale ma considerate che Bangkok si trova al centro dell’Asia centrale molti abitanti delle nazioni circostanti possono viaggiare con tutta tranquillità, come facciamo noi in Europa, senza visto ma moltiplicate questo per gli abitanti dell’Asia centrale; basta viaggiare poco con l’immaginazione per capire che se siete una trafficante di qualsiasi cosa Bangkok è il vostro centro all’ingrosso. “Bah possibile siamo nel 2017!?” qualcuno potrebbe pensare, ma pensate che in Italia la legge (236/2916) che introduce il delitto di traffico di organi da persone viventi è entrata in vigore a Gennaio di quest’anno.
Tutto bello, tutto carino, tutto buono e tutti sorridenti, ma Bangkok, signori miei, è anche molto altro; per fortuna non abbiamo vissuto in prima persona esperienze del genere.
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Camminare per strada la sera l’abbiamo trovato sicuro e per nulla spiacevole. Bangkok è un animale selvaggio, quindi, che ha accolto e accoglie gente di ogni dove nei suoi numerosi vicoli figli di speculazione edilizia, disordinata, sporca, futuristica, con canali bui e lucine colorate, a mio avviso lo scenario di un futuro distopico perfetto per il seguito di Blade runner!Sono un panda malefico che vi ha fatto passare la voglia di andare a Bangkok?! Passiamo allora alle carinerie: Cosa vedere? Cosa mangiare? Come spostarsi? Cosa fare la sera?
 

Damnoen Saduak Floating Market

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rassegnatevi per quanto presto vogliate partire lo troverete pieno di turisti, i canali saturi di barche, prodotti poco interessanti che troverete anche da altre parti, da quanto ho letto in giro in rete alcuni sconsigliano di girare a piedi, io vi consiglio invece di camminare a piedi e se proprio ci tenete un giretto breve sulla barchetta con il rischio di rimanere incastrati per 30 min; se come me amate fotografare le inquadrature più interessanti  le avrete dall’alto dei moli, e poi perché dopo dieci minuti la vostra visuale dalla barchetta sarà invasa o da turisti in sovrappeso e sudati (niente contro chi è in sovrappeso, anche io lo sono e sudo), o da asiatici che vi urlano nelle orecchie di comprare l’ultimo modello di accendino di Hello Kitty, io dopo un po mi sono annoiata.

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Vale la pena andarci? Si e no…Considerate che da Bangkok il viaggio dura circa 2 ore di auto, e dopo la maggior parte delle guide/tassisiti vi proporranno qualche visita in uno dei numerosi e squallidissimi parchi a tema e nella peggiore delle ipotesi ad essere protagonisti di questi luoghi sono gli animali, tenuti malissimo ovviamente (gli asiatici -in generale- adorano letteralmente gli spettacoli con gli animali e più vengono spettacolarizzati maggiore è il loro entusiasmo, non indignamoci però tanto facilmente anche l’Europa vanta un ottima reputazione per gli spettacoli circensi con l’uso degli animali, o l’uso in cucina di tecniche non proprio gentili, sia chiaro non sono vegetariana ne animalista, ma ho un cuore tenero anche io, però bisogna ricordare che per gli asiatici l’uso degli animali al servizio dell’uomo è molto più preponderante che in Europa, hanno un educazione diversa dalla nostra, che non li giustifica ad avere atteggiamenti sadici ovviamente, ma per esempio loro usano gli elefanti come noi usiamo i cavalli, le scimmiette o i serpenti come noi usiamo cani e gatti…) Anche se esistono delle strutture effettivamente dedite alla ricerca e alla salvaguardia degli animali. Come arrivarci? Noi abbiamo optato per un pick-up in hotel, le escursioni costano davvero poco, come tutto del resto, comodo perché ci vuole tempo per arrivare e col caldo fare diversi spostamenti in treno è scomodo e non si risparmia un granché.

 

Rose Garden

 è forse uno dei parchi più carini da vedere. Sarete catapultati in una thailandia antica dove in diverse stanzette potrete apprezzare diverse tecniche artistiche dalla creazione degli ombrellini, alle ghirlande di fiori usate nel loro culto, dalla cucina alla creazione di arnesi destinati al gioco, il tutto ambientato nella ricostruzione di una antica villa thai. Proprio per la natura istruttiva e per l’assenza di animali ci troverete poca gente. Come arrivarci? è di strada per il Mercato galleggiante di Damnoen Saduak noi abbiamo chiesto all’autista di fermarsi. Ritornati in hotel la sera siamo andati all’

Asiatique

noi l’abbiamo trovato un bel posto, era vicino al nostro hotel quindi ci siamo arrivati a piedi, sicuramente un posto costoso per gli standard thailandesi ma qui abbiamo mangiato divinamente e trovato degli oggettini che non abbiamo visto in altri mercati. L’Asiatique non è altro che un’area dedicata allo shopping, alla ristorazione e allo svago in generale, sorge li la ruota panoramica sul Chao Prhaya insieme ad altre attrazioni. Alle 23:30 circa chiude come quasi tutti gli altri locali a Bangkok, per tirare un po più fino a tardi c’è la zona di Patpong (fermata BTS Sala Daeng), ma è anche la zona dove sorgono i go go bar. Per strada state sereni oltre dei tizi che vi proporranno una cena con spettacolo non troverete altro, però non è difficile trovare occidentali ubriachi persi e facilmente truffabili, prede facili, insomma, per coloro che hanno cattive intenzioni, e di storie ne girano parecchie, quindi: occhio.
   Il giorno successivo l’abbiamo dedicato alla zona dei palazzi e dei templi in questo ordine:

Grand Palace

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(raggiungibile con il Chao Phraya express boat. Nota: quello cittadino costa circa 12bht ma su tutti pier è disponibile anche un battello turistico dove per 40bath il battello parte molto più di frequente da quello locale) Grand Palace  l’antica dimora del re, oggi è usata per convegni ed eventi formali. Per entrare c’è un dress code sia per i maschietti che per le femminucce, cosi come in altri luoghi, è possibile comprare pantaloni o gonne lunghe a pochi bht oppure noleggiarli all’ingresso delle strutture ma tutto questo richiede perdere tempo fra commercianti e/o file quindi noi ci siamo preparati e abbiamo portato con noi dei parei che all’occorrenza li mettevamo da sopra i pantaloncini. La visita all’interno è consigliatissima è una zona stupenda! il Wat Prah Kaew è all’interno di questa area e da fuori potete scorgere il piccolo Emerald Bhudda. E’ aperto tutti i giorni dalle 8:00 alle 15:30 l’ingresso costa 500 bht a testa.
Come arrivarci? con il Chao Phraya express boat dove sbarcare è il molo Tha Chang.   Abbiamo poi proseguito a piedi fino al
 

Wat Pho

(200bht) dove è possibile ammirare il Bhudda sdraiato di 15 metri. Abbiamo poi pranzato in uno dei tanti locali presenti nei pressi di questo tempio, abbiamo speso poco e mangiato al fresco comodamente seduti. Dopodiché per 150BHT abbiamo preso un tuk tuk per il
 

Golden Mountain

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(100bht) chiedete del Wat Saket non è segnalato su molte guide questo tempio ed in effetti è fuori mano ma ne vale la pena assolutamente! La vista  è stupenda(la foto in evidenza l’ho scattata da li) è un luogo tranquillissimo.
Dopo aver scarpinato su millemila scalini per raggiungere la sommità del tempio e per poi scendere abbiamo preso un’altro tuk tuk e ci siamo fatti portare al pier per raggiungere l’altra sponda del Chao Phraya per visitare il
 

Wat Arun

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(scendere al Tha Tien Pier) costa una sciocchezza entrare ed è uno dei pochi templi che chiude dopo le 17:00 ma quando siamo andati noi era in ristrutturazione e le impalcature non permettono una visuale ottimale ma attorno sorge un giardino niente male inoltre si può godere del tramonto su i tetti sfavillanti del palazzo reale che sorge difronte.
Detto questo la visuale migliore del Wat Arun la si ha dall’alto.

Bangkok gode la migliore proposta di

Sky bar

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(es. quello del Lebua o dell’Oriental) presenti ai vertici dei grattacieli di hotel super lussuosi, ma prima di pensare di accostarsi ad uno di questi bar forse è il caso di una capatina in albergo per vestirsi un attimino da persone decenti, non so voi, ma io quando viaggio concedo il meglio di me al mondo della moda talmente “il meglio di me” che Ferragni spostati quest’anno va di moda l’effetto abbinamento alla cieca che il risultato è talmente tanto folgorante che c’è da coprirsi gli occhi. Se però non siete tipi da cocktail e aperitivi la zona dei

Centri commerciali

è una valida alternativa, mangiare nei mall non è una cattiva idea, evitate però come la peste bubbonica le food court!!! Di centri commerciali ve ne sono a iosa es: alla fermata della BTS National Stadium c’è l’MBK il più conveniente, alla fermata Siam c’è il Siam Paragon il più bello e il Terminal 21 alla fermata Asoke il più buono per mangiare. Comunque da Siam Square su tutta Rama I Road è possibile trovare ogni genere di negozio e locale . Convenienti? non tanto. Vendono cose carine? insomma… io però faccio il paragone con i centri commerciali di Pechino, insuparabili. (NOTA: evitate i tuk tuk di sera, in questa zona, noi li abbiamo trovati quasi tutti ubriachi e persi, giravano a vuoto, diverse volte siamo dovuti scendere e prendere un taxi, i quali non attivano MAI il tassametro quindi dovrete contrattare)

Una intera giornata l’abbiamo destinata ad

Ayutthaya

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consigliata al mille per mille, e consiglio ancora di più il tour in bicicletta! Come già scritto io non sono una sportiva, quindi se ce l’ho fatta io… comunque fatevi consigliare. Il tour lo abbiamo prenotato on-line.  Lascio parlare le foto. Io mi sono emozionata sembrava di stare sul set di Indiana Jones (è già il secondo riferimento ad un film che faccio, che problemi ho?)
Sicuramente da inserire negli highlights della città sono: Chinatown, il mercato dei fiori, la Jim Thompson house, e perché no un pomeriggio in qualche SPA a farsi massaggiare la schiena oppure sentirsi preda di contorsioniste malefiche con un thai massage; qualche corso di cucina o di decorazione floreale, insomma a Bangkok non ci si annoia.

Cosa mangiare per strada? Cocco!

Il Khao Pad, riso fritto, con gamberi o pollo, poi altro Cocco e frutta. Il Pad Thai noodles fritti con tofu, uova noccioline e gamberoni o pollo, troverete sopratutto pesce grigliato e zuppe,  non lasciatevi ingannare dall’arredamento spartano e l’aspetto lurido, per esperienza quelli più luridi sono  sempre pieni di gente sazia e soddisfatta, quindi bando alle smancerie e a casa gli schizzinosi! sedetevi nel posto più lurido che trovate signorine e mangerete in maniera superba, con pochissimi euro oltretutto. Altrimenti gloria ai Seven Eleven!!

Questa è la nostra Bangkok l’abbiamo vissuta cosi, per settori, ha saputo meravigliarci e raggelarci, un’esperienza comunque entusiasmante e bellissima, un Asia più libera ed emancipata della Cina con un fascino più occidentalizzato. Dove abbiamo vissuto una Thailandia più autentica è stato sicuramente al nord: Chiang Mai e Chiang Rai!
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8 pensieri su “Bangkok: dangerous sul serio?!

  1. Claudia B. Voce del Verbo Partire ha detto:

    Un articolo splendido e utilissimo, soprattutto per chi come me ha appena subito un colpo di fulmine nei confronti della Thailandia. Non che prima non ne conoscessi l’esistenza, ma semplicemente dalla scorsa settimana l’ho vista davvero. E adesso devo andare assolutamente!
    Purtroppo il periodo è agosto, noi abbiamo solo quello a disposizione, ma saprò trarne il massimo. Anzi, ti dico già che prenderò tanti appunti e seguirò i tuoi consigli. In effetti avevo bisogno di un’idea per Bangkok e dintorni…ed ecco spuntato il tuo reportage: TOP!
    Ne farò tesoro e leggerò anche gli altri. Intanto hai voglia di dirmi i nomi di alcune agenzie cui vi siete rivolti per le escursioni (o avete fatto tutto tramite hotel)? E su quale sito hai prenotato l’ultima? E’ spettacolare…
    Grazie in anticipo,
    Claudia B.

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    • manu ha detto:

      Allora cara abbiamo prenotato i voli con: Skyscanner e Expedia, abbiamo volato con Etihad. Hotel con Trivago abbiamo scelto a Bkk un hotel vicino ad una fermata del Chao Phraya express boat decisamente il mezzo più pratico per muoversi. Le escursioni alcune in loco, altre in autonomia, se fai chiamare dall’hotel il taxi verrà con il tassametro attivo (se lo prendi in strada no) e quindi il prezzo sarà davvero irrisorio; mentre tutte le altre on-line su City Discovery, Get your guide e Viator segnalando gli hotel in cui avremmo alloggiato così hanno chiamato il concierge che ci ha poi avvisato per i dettagli del pick-up . Questo sia per Bkk che quando abbiamo raggiunto il nord sia a Phuket. Il nord lo abbiamo passato di b&b in guest house scelta economica e “vera”. In generale on-line ti costa tutto un po in più ma hai la sicurezza di avere tutto organizzato e ottimizzi tutti i tempi…andare all’avventura li è fattibile però devi mettere in conto che dovrai perdere tempo fra hotel, b&b, trattative per escursioni e quant’altro.

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  2. marcotambo ha detto:

    Hai fatto benissimo, nella prima parte dell’articolo, sottolineare i contrasti di Bangkok. Spesso facciamo fatica, da turisti, a conoscere la vera anima delle città che visitiamo. Forse ci piace chiudere gli occhi davanti alle cose negative, e lasciare che sia l’occhio turistico – e solo quello – a giudicare il luogo. Ma siamo anche viaggiatori, e i viaggiatori fanno domande, fermano la gente per strada, mettono in dubbio (come voi, no? 🙂 )… spero di visitare Bangkok, un giorno, perché ho sempre più l’impressione che è una città da vedere, nel bene e nel male.

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    • manu ha detto:

      Grazie Marco era proprio questo che volevo far trapelare dall’articolo. La domanda che odio di più quando torno da un viaggio è “allora ti è piaciuto??!!” Cioè io non viaggio mica per fare una classifica del “bello” ?!tutto il mondo è bello secondo me. Bello o brutto li trovo riduttivi come agettivi quando si parla di luoghi, città, è molto più complesso è quando viaggio cerco (in minima parte) di cogliere questa complessità. Spero per te che riuscirai a vederla Bangkok è una città che lascia il segno!

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  3. iltuopostonelmondo ha detto:

    Manu, un articolo emozionante!
    Il turismo sessuale in Thailandia purtroppo è una realtà ancora importante in questa terra (inoltre non sapevo che gli interventi estetici invece fossero cosi numerosi ), fortuna che ci sono altre bellezze!
    Il Floating Market mi ha sempre affascinato, forse per i suoi colori e particolarità, ad ogni modo ho la Thailandia nel cuore da anni, pur non essendoci mai stata. C’è qualcosa che mi richiama, devo andare a scoprire il perché ❤ (il cibo credo sia il motivo principale, sono malata per i noodles e la cucina asiatica ahaha)
    I posti sono straordinari e la vista dallo Sky Bar è da brivido! Un bacione e complimenti per le foto :*

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    • manu ha detto:

      il ciboooo non tocchiamo l’argomento quello è indimenticabile!!! Piango… pesce freschissimo il Pad Thai, la frutta, i granchi, i frullati di frutta!! è una terra stupenda con una cultura affascinante . Grazie mille cara un abbraccio anche a te ❤

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  4. L'OrsaNelCarro Travel Blog ha detto:

    Cia Manu! Anche se non ho ancora ricevuto “la chiamata” asiatica mi soffermo volentieri a leggere il tuo racconto e guardare le coloratissime foto *_*
    Io credevo che ormai il turismo sessuale fosse un clichè del passato e invece purtroppo ancora sopravvive al pari di povertà e miseria ai danni dei soliti ceti sociali.
    Davvero bellissima Ayutthaya!!! Non era Indiana Jones ma Mortal Kombat! 😉 Non apriamo il capitolo cibo please… 😛
    Ciao!

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    • manu ha detto:

      Si in effetti è stato un volo pindarico su Indiana 😂😂 io appena vedo rovine o scavi associo subito a lui! Mortal Combat invece, mi spiace, ma mi manca. La Thailandia è una terra coloratissima è inevitabile restarne rapiti e io che adoro i colori sembravo un bimbo in un negozio di caramelle 🍭. Grazie cara un abbraccio

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