La mia estate al Cairo

Cosa ricorderai di questa estate ormai finita – e aggiungerei – finita da un bel pezzo? Ricorderò le notti passate sotto le stelle come potete leggere nel post precedente, la mia arci nemica Sole XD XD XD il mare del Cilento, le grigliate con gli amici e tantissimi altri momenti non meno importanti. Un ricordo che ha segnato sicuramente la nostra vita e la nostra estate 2016 è stato il Cairo.
Questo viaggio merita tutta l’attenzione e la calma che c’ho messo per partorire questo articolo. Perché? Ebbene chi dedica un po di tempo a i social sicuramente avrà notato che a fine di ogni anno puntuali come le campane la domenica mattina arrivano quei brevi video che riassumono più o meno gli eventi che hanno caratterizzato l’anno, sicuramente l’anno social 2016 lo ricorderemo (fra le tante cose) per le vignette di Charlie Hebdo, Burkini si burkini no, i bombardamenti ad Aleppo, la morte di Bowie, le foto strazianti dei bimbi siriani, il golpe in Turchia, la follia di Pokemon Go, per non parlare degli attentati e dei tristissimi hashtag JeSuis che più pace e conforto sembrano diffondere un banale tentativo di farsi ricordare in quei giorni dove l’attenzione mediatica è rivolta a faccende molto più serie…e così via, oltretutto il 2016 non è ancora finito, chissà quante altre notizie invaderanno le nostre bacheche. Ma questo che relazione ha con il nostro viaggio al Cairo?
Ha relazione in quanto tutte queste notizie bomba, tutta questa informazione d’assalto, tutti questi fenomeni virali e/o notizie reali hanno inevitabilmente una forte influenza sulle nostre paure e timori; allora è meglio essere poco informati? Assolutamente no! Ma è meglio informarsi bene piuttosto che informarsi tanto. Quando ho comunicato il nostro viaggio al Cairo, su i social, a casa, fra parenti e alcuni amici è nato lo sgomento. “Ma siete pazzi??!!” ce lo siamo sentiti ripetere una marea di volte “Là fanno gli attentati!!”. Premesso che mia madre anche quando attraverso la strada tenta ancora di prendermi la mano, che mio padre, ogni volta che partiamo, tira fuori le foto di famiglia e di quando ero piccola; loro ovviamente non fanno testo, i genitori hanno tutto il diritto di essere preoccupati; ma parlo dell’opinione comune.
Quando una zona smette di essere sicura e quando una zona invece lo è al 100%? Non credo possa esserci una ragionevole risposta. Escluse le zone di guerra dove ovviamente è pericoloso andare, perché, ad esempio, il Cairo dovrebbe essere meno sicura di Parigi, o Londra, o Berlino?
Esistono molteplici statistiche che  dimostrano effettivamente che esistono città meno sicure di altre, se cercate in rete spicca fra queste Rio de Janeiro ad esempio, ma non mi sembra che il turismo si sia affievolito, addirittura quest’anno si sono tenute, nella bellissima capitale brasileira, i giochi olimpici. Quindi dovremmo parlare di probabilità di morte e quanto sia più o meno probabile morire per mano di un criminale o per mano di un terrorista O_o . Ma di certo non tratterò questo argomento.
Un dato di fatto se guardate le foto delle piramidi che ho caricato:  VUOTE non c’era nessuno. “Buon per voi” qualcuno potrà pensare ed effettivamente ce le siamo godute alla grande. Cosa posso scrivere?
1- che sono viva
2 – che il popolo egiziano è molto gentile e affabile oltre che abituato ai turisti
3 – che da occidentale davo nell’occhio come ad una donna che indossa il  burqa qui in Italia (la gente si girava uguale, i commenti si sentivano ugualmente).
4 – che, si, con il costume ho fatto scalpore cosi come una donna in burkini ha fatto scalpore in Italia
5 – si, ho avuto paura anche io ad un certo punto, perché sradicare delle convinzioni e delle immagini mentali è comunque complicato oltre al fatto che bisogna essere sempre prudenti e ragionevoli perché un “tantino” di verità c’è sempre, cioè oggi si sente parlare di jihad per mano di estremisti musulmani, non di certo di attentati fra pippo e paperino (anche perché se così fosse dovremmo decidere se andare o meno a Disneyland, vi pare?!).
Proprio per questo, per evitare momenti poco piacevoli, il bagno non l’ho fatto su una spiaggia pubblica, ma su quella di un hotel a circa 2 ore di auto dal Cairo, a  Ain Sukhna zona frequentata per la maggior parte da egiziani e non da turisti.
Le auto che usavamo per accedere nell’hotel venivano sempre controllate delle guardie e fermate in una zona neutra a qualche metro dall’hotel, per strada c’erano posti di blocco ovunque, piazza Tahrir era completamente inespugnabile, gli hotel hanno mura altissime telecamere e metal detector agli ingressi,  e ci hanno sconsigliato vividamente di andare al bazar. L’aeroporto  è pieno zeppo di controlli di sicurezza, a volte totalmente inutili, in quanto guide e accompagnatori venivano lasciati liberi di entrare e uscire senza alcun minimo controllo. Per strada c’era la follia cosi come in qualsiasi altro luogo che abbiamo visitato  densamente popolato (il Cairo supera i 10 milioni di abitanti e oltre 15 milioni nell’area metropolitana).

Ovviamente non serve ricordare che non è una nazione ricca quindi per strada non è difficile vedere carcasse di animali, cavalli o cammelli, e bimbi che giocano nelle prossime vicinanze, condizioni igieniche precarie e non paragonabili per i nostri standard.
Cosa voglio trasmettervi quindi con questo articolo che segue una direzione e poi sembra cambiarla totalmente?! Ossia “Unviaggioperdue ci trovereste al Cairo?” la MIA risposta, ad oggi, è un timido si. Non l’ho trovata meno sicura di altre, o più pericolosa di altre, bisogna però andare con il giusto atteggiamento, riconoscere che siamo anche condizionati molto dall’opinione pubblica, d’altro canto riconoscere pure che potrebbero esserci dei pericoli e prendere le dovute precauzioni, oltre al fatto che è un paese alquanto povero.  Contestualmente prendere tutte le precauzioni possibili controllare sul portale della Farnesina (per i cittadini italiani) se una zona è consigliata o sconsigliata, informarsi prima nel luogo in cui si pensa di andare e magari adottare dei piccoli accorgimenti per non urtare la cultura del posto. Essere ragionevoli, informare i familiari, l’albergo di dove si alloggia, se ci si allontana, ed essere sereni anche quando si sta per strada  non lasciarsi prendere dal panico.
Vedere le Piramidi è stato un sogno che si è avverato, l’immensità e la solennità di questo posto sono davvero incomparabili. Fra qualche altro post vi racconterò i dettagli dell’ itinerario!
NOVITA’ subito dopo questo articolo noi di @unviaggioperdue abbiamo deciso di tradurre in inglese i post, quindi vi ritroverete qualche articolo vecchio tradotto *u* .
Come sempre se vi va condividete e se avete domande chiedete ZAOOOOO!
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11 pensieri su “La mia estate al Cairo

  1. UrsaMinor ha detto:

    Bellissimo articolo, scritto davvero di pancia!
    E’ bello leggere questa tipologia di impressioni che vanno oltre il viaggio, oltre le info utili sull’itinerario, oltre le emozioni standard ecc.
    Bello anche il tuo “timido si”! 😉
    Non vedo l’ora di leggere le tue impressioni sulla nottata nel deserto (lessi da qualche parte che avevi dormito in tenda giusto?)
    A presto! :*

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    • manu ha detto:

      Grazie cara! tendo sempre ad essere cauta con articoli del genere è molto facile essere fraintesi e soprattuto contribuire ad un pensiero poco obiettivo, ma individuale (come giusto sia per un blog!) ma non potevo parlare del Cairo senza prima spendere due parole sull’argomento sicurezza… la nottata era in programma in Marocco non qui (poi saltato come viaggio) qui non era il caso farla, ampiamente sconsigliata. U_U

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  2. Silvia Demick ha detto:

    Credo che sia importante avvicinarsi a una cultura che magari non conosciamo bene con rispetto, e mi sembra evidente che è proprio quello che hai fatto tu. Il rispetto porta comprensione e spesso è quello che serve per farsi accettare in un altro paese.
    Un bacione 🙂

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  3. Culturefor ha detto:

    Come non essere d’accordo con te: sono stata in Marocco e ho avuto le stesse raccomandazioni da amici e parenti, le stesse impressioni, ho “subito” gli stessi sguardi da parte degli uomini, ho visto la povertà, mi sono sottoposta a controlli di sicurezza…
    Il prossimo viaggio vorrei proprio farlo al Cairo e farò leggere le tue parole al mio compagno, che è partito per il Marocco senza pensieri ma ha bocciato la mia proposta egiziana 😉

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    • manu ha detto:

      Che gentile…io non sono fatalista né, personalmente, credo nel destino; trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato, però, è una possibilità da considerare SEMPRE. Se “alcune” zone sono meno sicure allora perché viaggiare?! …questo è quello che ci siamo chiesti. Certo oggi si sente parlare di fondamentalismo islamico non certo di altro, quindi bisogna trovare il giusto equilibrio fra pregiudizio e perbenismo. Poi magari domani fanno un attentato lì, oppure in Germania, o magari una nube tossica in Slovenia, o un terremoto a casa mia (sono iperboli)il senso è:ogni viaggio ha una ragionevole percentuale di rischio. Una volta controllato bene, prese le dovute precauzioni, trovato un albergo sicuro…io prendo e parto. Noi considera che siamo stati li a giugno, sharm comunque era sicura (per detta di alcuni di la)più ti avvicini alla penisola del Sinai il discorso cambia. Oggi comunque per viaggiare bisogna essere degli esperti di geopolitica XD XD XD se come me non lo si è allora questo link è utile http://www.viaggiaresicuri.it/home.html

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      • Culturefor ha detto:

        Io forse sono un po’ più fatalista: non me le vado a cercare ovviamente ma purtroppo, al giorno d’oggi, non si può proprio sapere!

        Controllo sempre anche io il sito di viaggiaresicuri e in occasione del viaggio in Marocco, per la prima volta, mi sono registrata inserendo ogni singola tappa
        Ps. non ipotizzare una nube tossica in Slovenia visto che dovrei andarci a dicembre ahahaha 🙂

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  4. Simone ha detto:

    Concordo su tutto. Sono stato in Egitto più di 15 anni fa e già allora (le torri Gemelle erano ancora tutte là nel massimo splendore) noi turisti eravamo scortati dalla polizia locale (“polizia turistica” la chiamavano). E concordo anche sul fatto che Il Cairo non sia meno sicura di Parigi, Bruxelles (e perchè no?), di Roma, dove io vivo tra l’altro. Ora un viaggio in Egitto costa anche pochissimo! E allora, buon Egitto a tutti!

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    • manu ha detto:

      Si in effetti li c’è sempre stata una sorta di “polizia turistica” forse anche questa ha contribuito a dare l’idea di pericolosità…diciamo che se si vuole comunque approcciare ad una zona tranquilla lì un attimino gli occhi aperti li devi avere in più… però io personalmente tentativi di furto e aggressione li ho avuti a Barcellona e Parigi…quindi…

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  5. Martina Vitali ha detto:

    Concordo su tutto! Io visitai la città del Cairo nella primavera del 2011, durante la Primavera Araba..andai quando ormai “il peggio era passato” però comunque in città c’erano ancora i carro armati, i soldati e c’era il coprifuoco…non c’era un turista, a vedere le piramidi c’ero solo io, ho girato la città insieme ad alcuni amici egiziani e ho vissuto la vera essenza del paese.
    Non avevo timore a girare in città e niente era come veniva descritto dalla televisione ed i media….la città non era così pericolosa come era stata descritta.
    E’ logico, bisogna sempre stare attenti…ma bisogna stare attenti anche qui, dove vivo a Barcellona, in certe zone del Raval di notte ad esempio…
    Al Cairo non ho mai avuto paura e mi sono trovata benissimo…lo ricordo come un viaggio ed un esperienza stupendi!! Ci tornerei subito!

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    • manu ha detto:

      Grazie per la tua esperienza Martina!!! Le piramidi semivuote con quel vento caldo che faceva alzare la sabbia…un emozione che ricorderò a vita <3!! Per Barcellona non posso far altro che invidiarti è una città stupenda!! devo aggiungere però che purtroppo hai ragione è una delle poche, tra l'altro, in cui abbiamo dovuto affrontare un tentativo di furto. Detto questo come ci dicevamo su FB, il resto, è una questione di puro e imprevedibile CASO.

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