Lisbona: bairros, fado e saudade

Avete voglia di una meta calda, passionale, colorata, spumeggiante e ricca (ma davvero ricca) di storia e carattere? Lisbona è la capitale che fa per voi. E’ facile programmare un viaggio nella capitale portoghese, diversi siti propongono offerte in diversi periodi dell’anno; noi abbiamo prenotato in Dicembre, forse in controtendenza, ma vi assicuro che nonostante il clima fresco abbiamo percepito il calore e la presenza di questa meravigliosa terra. Ovviamente il periodo non ci ha permesso di visitare posti di mare, goderci il sole e la vita più vacanziera che offre Lisbona, ma sotto un punto di vista ne sono felice, perché Lisbona ha molto da offrire oltre il mare, c’è molto da visitare e vivere.
Se dovessi riassumervi il climax di Lisbona con una parola userei sicuramente questa: Fado. Il fado è un genere musicale che fa parte della tradizione popolare, e come quasi tutti questi generi, nasce nei sobborghi più malfamati, dalle esperienze più drammatiche, da gli amori più turbolenti, dalle separazioni più struggenti e dalle “femmine” più belle e passionali. Essendo campana (pur non apprezzando la musica neomelodica moderna) ho trovato delle analogie impressionanti con la musica tradizionale napoletana, non solo nelle armonie e da un punto di vista strettamente strumentale, ma nei temi, nell’emozioni, nelle storie che anticipano la fama dei cantanti stessi, quasi venerati da chi ascolta questo genere musicale.
Non sono io che canto il fado, è il fado che canta me” cosi spiegava la Regina del Fado Amália Rodrigues (1920 – 1999 originaria del quartiere Baixa) la fatalità, la saudade del fado, con questa frase che sembra essere scritta al contrario voglio raccontarvi di Lisbona. Partendo da dove forse gli altri finiscono, dal basso, inizio a raccontarvi la nostra Lisbona (non un basso che precede l’alto – alto inteso come importante  – un basso che è terreno fertile delle radici, punto fermo ed inesorabile di una qualsiasi società). Non preoccupatevi mi spiego meglio. L’uomo tende a dare importanza alla posizione sociale che riveste in un X ambiente, sia esso lavorativo, scolastico o familiare; e pretende stima e rispetto semplicemente per il ruolo che ricopre, ma il ruolo, meritato oppure no, non è sinonimo di virtù, lealtà, rispetto, è semplicemente un ruolo che serve per raggiungere un obiettivo. A questo concetto si aggiunge facilmente il pregiudizio, la differenza, alle volte il disprezzo e di conseguenza un classismo sociale che ci porta ad associare a determinati luoghi, lavori, addirittura modi di vestire una categoria di persone, e questo processo mentale lo facciamo tutti, non arriva ad essere razzismo, ma il nostro essere umani ci porta a sorvolare su storie, vite e retaggi. Questo preambolo per dirvi cosa, che il fado (come la canzone napoletana) è il frutto di questi meccanismi sociali ed inevitabilmente esistono luoghi concreti dove nascono questi concetti astratti, a Lisbona è Mouraria, è un quartiere (versante nordoccidentale della collina del Castelo de São Jorge fermata metro Martim Moniz) ai  più noto come luogo malfamato, popolare, povero ed in effetti aggirarsi in questo reticolo di vicoli e viuzze conferma gli aggettivi usati poco fa. Ma seppure considerato un luogo “basso” Mouraria è un quartiere che ancora oggi vive la vita una goccia di sangue alla volta (proprio come alcuni      quartieri qui in campania, permettetemi le continue analogie) un quartiere che vuole rinascere e la gente lotta per questo. Ma come molti luoghi “bassi” questo quartiere è il terreno fertile, la base ideale, per la nascita di ideologie radicate e ferme. Per questo vi consiglio di iniziare la vostra visita di Lisbona da questo quartiere, certo magari con una guida o con un locale, ma io vi garantisco che non è stato affatto pericoloso.
Percorrerete le vie del fado e di bar in bar fra una ginjinha (liquore tipico all’amarena)  e un’altra potreste arrivare a Rossio oppure al Bairro Alto quartieri che offrono una marea di locali e pub con musica dal vivo e con una vasta scelta cocktail, oppure arrivare all’ Alfama in una delle tante case del fado che offrono la possibilità di cenare e fra una portata e l’altra godere di uno spettacolo a suon di fado. 
Dopo questo accenno alla vita notturna (io ho trovato Lisbona una delle capitali europee con una vita notturna davvero ricca e varia) avrete sicuramente notato che dovrete imparare i nomi dei quartieri di Lisbona o bairros. Cercate una mappa per farvi un’idea oppure cliccate il link che vi porta all’itinerario percorso da noi in 4 giorni.
Bairro Alto come si comprende dal nome potete avere una vista dall’alto di Lisbona, quartiere tipico e antico, pieno di locali ideale per l’ora dell’aperitivo o a cena i uno dei tanti tascas piccoli locali a conduzione familiare, il quartiere è raggiungibile anche con l’ elevador de Santa Justa
ascensore in stile neogotico che vi ricorderà le reminiscenze francesi a Lisbona.
 
La Baixa e Rossio il primo è uno dei quartieri più antichi della città riedificato dal  Marquês de Pombal dopo il terremoto del 1755  il secondo è più che altro un’enorme piazza decorata da un bellissimo pavimento di san pietrini di colori diversi, vi consiglio di raggiungere questa zona con la metro alla fermata omonima in quanto potrete ammirare la stazione di Rossio in tipico stile neomanuelino (no non è un eccesso di autostima è uno stile artistico che prende il nome da  Manuele I del Portogallo –1495 – 1521– caratterizzato da uno stile opulento, quasi gotico, ma carente di simmetria e ricco di elementi marittimi, come corde, ancore, ceramiche e simbolismo cristiano un esempio dello stile manuelino è il  Monastero dos Jerónimosse proseguite sull’ Avenida de Liberdade vi troverete sulla strada chic piena di negozio bellissimi e lussuosi.
 
Chiado vicino alla Baixa prende il nome da Antonio Ribeiro detto O Chiado; il quartiere diede i natali al poeta Fernando  Pessoa ed è possibile prendersi un caffè con lui infatti  oltre la particolarissima piazza troverete lo storico bar La Brasileira e proprio li troverete il poeta o meglio la sua statua. 
 
L’Alfama vi consiglio di arrivarci in tram, e magari prendere il numero 28, che vi porterà in viuzze larghe poco più del tram stesso. E’ il quartiere più antico risale al periodo arabo infatti il nome deriva da Al-hamma, che significa “fontane” o “bagni”. Nel quartiere è possibile visitare il  Castello di São Jorge, la cattedrale di Lisbona e la chiesa di Santa Engràcia,  Nossa Senhora de Graça con le azulejos presenti nella zona del vestibolo.
Vi consiglio di allungarvi alla a Belém e vistare la  Torre di Belém punto di partenza di Vasco de Gama alla conquista dell’impero, nella zona è possibile visitare il gia citato Monastero dos Jerónimos dedicato al ritorno di Vasco de Gama. Inoltre è possibile passeggiare su uno splendido e moderno lungo mare dove troverete ancora una volta un monumento dedicato a  Vasco de Gama che si affaccia sull’atlantico. Vi consiglio di programmare questa visita, più distante dagli altri punti d’interesse, in maniera tale da trovarvi sul luogo presto, perché? Per recarvi quando c’è poca fila alla mitica pasticceria Pasteis de Belem  ed assaggiare l’inimitabile Pasteis de nata tipico dolce portoghese nato proprio Belem.
Continuando a parlare di cibo in un luogo ricco di storia araba e francese immaginate i mix di sapori che potrete gustare, i luoghi migliori oltre le case del fado sono sicuramente le tascas, piccoli localini a conduzione familiare tappezzati di azulejos (lett. dall’arabo “pietra lucidata”, queste ceramiche sono davvero l’elemento decorativo principale della città, palazzi, pannelli e ristoranti sono tappezzati di queste mattonelle decorate con i colori tipici bianco, blu e giallo), sicuramente il baccalà è il piatto tipico della città, cucinato in mille modi diversi, ma anche sardine e un battuto di olio di oliva li troverete quasi sempre a tavola, per quanto riguarda la carne consiglio uno stufato di maiale: il cozido à portuguesa, se siete vegetariani non allarmatevi troverete diversi piatti a base di legumi come la feijoada uno stufato di fagioli; se invece volete provare una cucina sperimentale in un ristorante famoso e rinomato a Lisbona potrete permettervelo con poco noi abbiamo provato  Pharmacia non ho sbagliato a scrivere è un  ristorante che nasce di fianco al  Museu da Farmácia di Lisbona è arredato con mobili vintage e oggetti legati alla medicina ma riutilizzati come complementi per il pranzo, potrete degustare la cucina tipica con un’attenzione ai dettagli in chiave moderna.
Cosi si conclude l’articolo dedicato a Lisbona spero di aver stuzzicato la vostra curiosità e trasmessovi un pezzettino di saudade vi invito sempre a condividere se vi va e vi lascio con una traccia musicale https://www.youtube.com/watch?v=_iZXu5afWco
 Clicca qui >>>> Itinerario  <<<< per la mappa del percorso svolto.
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21 pensieri su “Lisbona: bairros, fado e saudade

    • manu ha detto:

      Siiii è lui!! A Belem ossia vicino al monastero c’è la più nota pasticceria che produce queste specialità… oltre questi però sono da assaggiare anche altri dolci, tipo alcuni fatti con la pasta di carote, simili alle camille al dire il vero…però useranno qualche spezia diversa. Insomma si mangia bene!!

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  1. inworldshoeslucreziastefano ha detto:

    Che bello leggere di nuovo un tuo articolo.. È passata giusto qualche settimana ma sembra tanto tempo! 🙂 bellissima Lisbona!
    Tantissima voglia di scoprirla, ascoltare il fado, perderci nei suoi tramonti osservando i tetti rossastri della città e mangiare.. Mangiare tutte le
    Specialità locali!
    Grazie per avercene parlato ❤

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  2. vitaincasa ha detto:

    Fino ad ora la vacanza a Lisbona è stata la più bella della mia vita, anche rivedendo le tue foto, e immaginando le note del fado nella mia mente, mi sto commuovendo… Ci ho lasciato un pezzo di cuore là… Tutto quello che ho visto è stato magico!

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  3. fromdreamtoplan ha detto:

    Ho dei bellissimi ricordi si Lisbona nonostante avessi solo 11 anni quando ci sono stata, il tuo post me li ha fatti tornare in mente anzi, ho scoperto dettagli che non sapevo ed è stato molto interessante leggerli! Grazie per il bel post, non vedo l’ra di poterci ritornare! 🙂

    Lisa | http://www.fromdreamtoplan.net/

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