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Guilin: un luogo di pura fantasia

Della Cina non smetterei mai di scrivere, dell’odore di curry nell’aria, l’acqua color giada dei fiumi, degli sguardi curiosi e mesti dei passanti, della calma, del tepore del tè… Ma se dovessi usare una parola, motivo scatenante, che ci ha spinto a intraprendere questo lungo viaggio in solitaria, userei questa: Guilin.
 
Guilin si trova nella provincia dello Guangxi, è conosciuta ai più per il suo meraviglioso paesaggio, unico al mondo.

Le leggende narrano che la pittura cinese sia nata a Guilin, le arti marziali siano state forgiate fra quelle montagne e infine che i canti popolari cinesi siano nati sul fiume Li, fiume che attraversa le montagne carsiche che donano lo strambo paesaggio a questa città. E’ un luogo unico al mondo, l’ho già detto, ma la bellezza della natura, dell’aria di quel posto hanno qualcosa che ti entra dentro e ti sconvolge.
Quando progettammo il viaggio in Cina (come potete leggere qui), Guilin fu la prima tappa che, obbligata, ha condizionato le altre. Ci innamorammo di Guilin grazie a degli amici che ci andarono prima di noi, dopo di che film, documentari, foto e libri pare ci spingessero sempre verso questa direzione. E così partimmo senza indugi, nonostante Guilin avesse un’altro clima rispetto alle altre tappe, nonostante fosse più isolata e collegata male.

Siamo arrivati a Guilin comodamente in aereo, l’aeroporto è piccolo e grezzo, ma pieno di turisti cinesi. Se a Pechino abbiamo avuto difficoltà a comunicare in inglese, anche con i giovani, qui, con nostra meraviglia, tutti i ragazzi parlavano  un corretto inglese; anche internet è stato più facilmente reperibile. Preso un bus che ci ha portato in centro città raggiungere l’ostello è stato semplice, grazie ad alcuni accorgimenti presi prima ossia: 1) stampammo indirizzo e mappa, 2) foto e percorso da Google map 3) avevo scritto e tradotto delle frasi in cinese e stampate su dei cartoncini. Raggiungemmo l’ostello a piedi fra i vicoli di questo paese, con tanto di vecchietti che ci guardavano e seguivano, bimbi che ci chiamavano e vecchiette che ci invitavano a magiare, rigorosamente per strada, e rigorosamente spaghetti di riso in brodo nonostante il caldo umido e torrido.
Guilin sorge sul fiume Lijiang è una città perché ha i numeri per esserlo ma difatti è un grosso paese della provincia cinese, dove pesca, agricoltura e vita campestre organizzano il tempo e le attività.

Arrivati in ostello, che pensavamo fosse una bettola, sporca, sudicia e abbandonata, ci accoglie una famiglia di cinesi, dolcissimi e simpaticissimi che ci invitano immediatamente a consumare del te con loro, a scrivere su tavoli e pareti il nostro numero e la nostra email e, infine, ci dicono tutti felici che se volevamo da li potevamo usare Skype cosa altamente improbabile in Cina, e infatti non so come loro  ci riuscissero, e nemmeno intendo indagare, sta di fatto che appena appena saputo immediatamente chiamammo i nostri familiari, preoccupatissimi non ci sentivano da settimane.
La sensazione di sentire i propri cari a chilometri di distanza, in una terra dove è difficilissimo comunicare, con una foresta è un fiume fuori alla finestra, che sembri un vagabondo senza meta, in un ostello di fortuna, con una connessione di fortuna, in un paese dimenticato dal mappamondo, beh è una sensazione che ti conforta.
L’ esperienza in questo ostello è stata unica, gente da tutto il mondo, non potevano mancare i norvegesi che si giravano la Cina in bici, i neozelandesi pazzoidi, la coppia di francesi di mezza età che vagabonda nel mondo e così via…la cosa simpatica che ovunque siamo andati abbiamo sempre ritrovato queste tre categorie di persone..ma questa è un altra storia.

Guilin è nota per i sui paesaggi, romantici e favolosi, ma anche dal punto di vista scientifico non sono da meno. Infatti è un luogo dove i geologi si chiedano come mai prendano forma queste colline ripidissime, sembrano grosse stalagmite. E infatti alcuni sostengono che in realtà tutta quella zona, secoli fa, è stata vittima di una dolina. Cos’è una dolina? in termini semplici è un’enorme voragine. Nel sotto suolo si formano caverne e grotte, queste se riempite di acqua o minerali molto densi non sprofondano e quindi in superficie si forma la terra che calpestiamo sotto i nostri piedi, ma se, per via di alcuni fenomeni, la grotta si svuota, la terra, in superficie, collassa e crea una voragine lasciando uscire fuori le stalagmiti. Ebbene alcuni geologi pensano che li sia successa una cosa del genere, in scala più grande, e che in realtà le colline che vediamo, secoli a dietro, erano nascoste nel sottosuolo. Una teoria affascinante.
Ma per noi Guilin è stata molto più poetica, punto centrale per visitare delle bellezze della campagna cinese, e ve le racconterò nel prossimo post, dove vi porterò con me lí, si proprio lí, sul fiume Li.
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2 pensieri su “Guilin: un luogo di pura fantasia

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