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Pechino – La città proibita #2

Salve genteee!! Voglio continuare a parlarvi della Città Proibita, stavolta però voglio parlarvi dell’interno della città. Come vi scrivevo nel precendete post la Città Proibita a Pechino è il complesso imperiale più grande mai costruito. All’interno ogni area è scandita da un portone con delle mura che precedono l’area successiva e così via, man mano che proseguirete diritti d’avanti a voi accederete in zone anticamente inaccessibili. Ogni portone e ogni zona ha un suo nome particolare in puro stile cinese. Non ve li dico perché 1) non li ricordo e 2) sono talmente lunghi ed esagerati  che non li ricordereste nemmeno voi; ma sono tipo “Il Portale della Celestiale bellezza”, “La fluttuante Scoreggiona Malvagia”, “Il passaggio del Dragone Onduloso” insomma su questo stile ecco…

Una volta entrati rimarrete scioccati dalla possente Porta Meridiana con parte del torrione sporgente, che in effetti vi accoglie, abbracciandovi impietosamente. Sicuramente d’effetto. Da qui vedrete tre accessi, oggi utilizzati in maniera differente, ma durante la permanenza dell’Imperatore nella città il passaggio centrale non poteva mai essere utilizzato o varcato da nessun’altro se non dall’Imperatore stesso e dalla sua famiglia. Le altre due porte quella a destra e quella a sinistra venivano utilizzate durante le parate rispettivamente dalla parte politica, dalle guardie e infine dalla parte sacerdotale e religiosa, in un coreo rigorosamente gerarchico. Varcata la Porta Meridiana  accederete in un’altra zona sicuramente la più bella della città con diverse scalinate e ponti con un fiume che vi passa attraverso. Il corteo, che seguiva l’imperatore, passava sempre sulle scalinate laterali, oggi vediamo tutti i passaggi allo stesso livello ma, anticamente, erano di un livello più basso rispetto al corridoio centrale, in maniera tale da porre l’Imperatore e la sua famiglia ad un livello più alto.

Passata questa zona avrete un susseguisi di strutture pressocchè  simili ma utilizzate per diversi scopi. Alcune strutture venivano utilizzate come banche, farmacie, uffici per i diversi servizi, alloggi e così via addirittura la città era prevista dei propri pompieri e medici. Man mano che proseguirete accederete nella zona riservata all’imperatore e alla sua famiglia. Le stanze sono visibili dall’esterno. Per quanto riguarda le funzioni governative ci sono diverse stanze del trono sapientemente decorate e una diversa dall’altra sia per decorazioni che per simbolismi. Sempre proseguendo arriverete nella zona più alta della città ossia quella destinata al Palazzo Imperiale vero e proprio. E con esso finiscono le strutture destinate alla collettività.

Ma la città non finisce così. Passerete in una zona meno ampia e scenografica, dei veri e proprio corridoi fra delle mura, che precedono la zona destinata alle concubine e agli eunuchi.
Arriviamo all’argomento concubine. Ogni Imperatore aveva una sola moglie, l’Imperatrice, ma ogni Imperatore decideva quante concubine avere, potevano andare da poche centinaia a molte migliaia. Cosa facevano? Le concubine entravano che erano molto giovani nella città, selezionate da alcune concubine più anziane, e una volta entrate non uscivano più se non per spostarsi dalla città al Palazzo d’Estate e, ovviamente, non tutte. Le concubine non erano prostitute di alto borgo come pensano alcuni anche perché la maggior parte di esse entravano vergini e morivano vergini, avevano infatti una singola opportunità di giacere con l’Imperatore, per poi tornare alla vita di reclusione, nessuna infatti aveva la possibilità di dormire due volte con l’Imperatore; passavano la loro esistenza dedite allo studio di diversi arti e scienze come la danza, la musica, la pittura, la tessitura, la medicina, la composizione floreale, alla calligrafia piuttosto che alla lettura di opere e alla stesura di poemi, spettacoli teatrali, sonetti e quant’altro che allietassero le serate dell’Imperatore.  Oltre a questo passavano la loro vita a preservarsi e curare la propria bellezza e immagine per fare aumentare la possibilità di essere scelte.
Non immaginate però delle donne sottomesse e timide. Abbiate piuttosto l’idea di donne istruite e arriviste, che volevano farsi strada in un intricato sistema di classi e gerarchie.  Le concubine più meritevoli potevano essere scelte come dame da compagnia dell’Imperatrice o prolungare la  loro permanenza nel Palazzo Imperiale e quest’ultimo era l’obiettivo massimo per le concubine, che potevano assistere alle varie riunioni con l’Imperatrice, influenzarne le scelte e magari conoscere ed innamorarsi delle diverse guardie che non potevano accedere nell’area descritta sopra.  Quest’ultimo aspetto ha dato vita a molte storie e leggende, romanzi e sonetti che raccontano di amori segreti e gravidanze tenute nascoste. Sarà per la natura misteriosa e affascinante che permea la figura delle concubine cinesi ma di storie e leggende ce ne hanno raccontate davvero tante. Come quella dell’Imperatrice malvagia che uccideva le concubine più belle per gelosia, o come la storia della concubina che è diventata Imperatrice…lo stesso film che vi citavo nel post precedente, “La Città Proibita” è frutto di un’opera drammaturga  e vede come protagonista un’imperatrice che vuole ribellarsi al governo del marito sotto il simbolo di un crisantemo giallo.
La città è piena di simbolismi, lo stesso crisantemo è visibile all’ingresso della zona delle concubine ma a differenza della cultura europea, il crisantemo, in Asia, è simbolo di vita nuova e nascita, soprattuto se è giallo che simboleggia superiorità e divinità. Il giallo è anche il colore dell’Imperatore, che può indossare esclusivamente, si vede infatti presente in quasi tutte le decorazioni che stanziano sui tetti dei diversi palazzi. Il colore nero scongiura l’incendio, il verde invece è il colore della terra, della natura, che cresce inesorabile, è quindi simbolo di crescita e opulenza, il rosso di forza e passione e il blu è il colore del cielo e della calma. Anche le statue presenti su i tetti hanno uno specifico significato. Il numero determina l’importanza della struttura nell’ordine imperiale. Le raffigurazioni rappresentano lo scopo e l’auspicio che si vuole dare alla struttura. Alcuni esempi: il Drago rappresenta l’Impero, il Leone rappresenta la forza regale e legislativa, maschio mentre calpesta il mondo o una sfera, significa che predomina l’universo, è femmina mentre schiaccia un cucciolo (o lo allatti dalle zampe sembra che i cinesi credessero questo O.o ) e significa che ha soggiogato i popoli e le generazioni . La Fenice rappresenta l’Imperatrice. La Gru insieme alle nuvole rappresenta il passaggio fra la vita e l’aldilà secondo le credenze cinesi, rappresenta quindi uno status superiore rispetto a quello umano. Vedrete spesso Unicorni e Tartarughe che sono 2 delle 4 creature mistiche cinesi insieme al Drago e alla Fenice, rappresentano rispettivamente: saggezza insieme a rettitudine,  longevità e fedeltà.
E così via a proseguire tutta la fattoria di zio Tobia

L’Unicorno o Quilin non ha la figura propria dell’unicorno che consociamo noi è più simile ad una chimera.  Ma una volta arrivati ai Giardini Imperiali ne avrete un’esempio vicino all’albero dell’Eternità. Questa statua rappresenta appunto questo animale mitico e onnisciente, un leggenda cinese narra che nasce un Quilin per ogni uomo saggio; nella fattispecie la statua che vedrete pare che parli tutte le lingue del mondo. L’albero dell’eternità è un albero di acacia che intreccia due tronchi, anch’esso sembra essere  protagonista di diverse leggende. In ogni caso vi faranno baciare lì sotto perché pare che chi lo faccia non si lascerà mai.
Cosa dirvi di più??!! Basta …non conosco nient’altro sulla Città Proibita non posso conoscere tutto leggetevi Wikipedia un po’ non posso fare tutto io qua!!! XD XD XD
……………… comunque è un luogo fantastico a voi il giudizio! Alle foto!
Condividete se vi va altrimenti vi faccio venire a rapire dal “celestiale Drago scoreggione Onduloso”!!!!!!!!! Ciauuuuuuuz
(Ho caricato più gallerie d’immagini e per forza di cose ne ho dovuto ridurre la qualità mi perdonate?!)
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16 pensieri su “Pechino – La città proibita #2

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