Ingresso Città proibita

Pechino – informazioni generali

Da dove iniziare? Descrivere il nostro viaggio in Cina in modo cronologico è complicato, ma non preoccupatevi, provvederò a scrivervi l’itinerario in seguito.
Tanto per cominciare il viaggio vi riporto alcune informazioni generali: dal 1949 la città prende il nome di Pechino o Běijīng, è la capitale della Cina, o per dirla letteralmente “la capitale del Nord” in quanto Nanchino o Nánjīng è stata, per diverse dinastie, in passato,  la capitale e significa “capitale del Sud”; vince diversi primati è in primo luogo la capitale più popolosa al mondo, la seconda città più popolosa in Cina, la prima è Shanghai, ed è la terza  nel mondo per popolazione  infatti ospita qualcosa come 19 milioni di abitanti in crescita, con relativo smog,  considerate che è  anche il primo mercato automobilistico al mondo, ci sono più auto che persone. E fidatevi si vedono tutte!
 
Lingua ed etnie: La lingua ufficiale è il mandarino ma non solo dei Pechinesi, in tutta la Cina si parla il mandarino, o meglio si dovrebbe usare il mandarino, ma c’è da considerare che secondo dei dati forniti da una ricerca UNESCO circa l’11% della popolazione cinese è analfabeta.  La Repubblica Popolare Cinese  unisce 56 Minzù ossia etnie ognuna con origini e dialetti pressoché diversi. Il mandarino standard, utilizzato come lingua ufficiale, non è nient’altro che il dialetto pechinese běijīnghuà che ne ricorda la pronuncia e il suono. Questo per dirvi che ci è capitato molto spesso, in aeroporto o per strada, di notare che alcuni cinesi (che per noi all’inizio erano tutti uguali) fra di loro non si capissero. In ogni caso se avete l’idea che l’inglese sia la lingua più diffusa al mondo vi sbagliate di grosso! Il cinese mandarino è la lingua più parlata al mondo, non si parla solo in Cina, ma anche in altri luoghi come lo stato di Taiwan, in Malesya, Singapore, Filippine e altri stati fino ad arrivare alla cifra di 885 milioni di persone! E finora vi ho detto solo della lingua parlata, non tocchiamo il tasto scrittura. Giusto per conoscenza generale, senza contare le forme secondarie, il cinese scritto si divide in: cinese tradizionale, cinese semplificato e il pinyin a meno che non conosciate le prime due forme, che utilizzano gl’ideogrammi, qualora state progettando un viaggio in Cina vi dovrete basare sul pinyin che praticamente rende letterale il suono. Facciamo un  esempio “dialetto di Pechino” cinese tradizionale: 北京話, cinese semplificato: 北京话, pinyinběijīnghuà (fonte Wikipedia).

Quindi appena atterrati familiarizzate con i cartelloni che spesse volte utilizzeranno queste tre versioni. Diverso è per i monumenti o reperti storici che magari noterete nei musei (già state diventando pazzi?!aspettate ancora un pò…) è un piacere vedere come gli stessi cinesi rimangano stupiti dallo yǎyán o lingua elegante parlata dal loro amato Confucio o da altrettanti ideogrammi incomprensibili per loro. Alle volte le guide ci facevano notare che non si riusciva a capire molto in ambito archeologico proprio per la difficoltà trovata nel decifrare alcuni ideogrammi diversi per epoche o dinastie. E come se giraste per Roma cercando di leggere tutti i bassorilievi in latino ma moltiplicate il numero di dialetti, il numero di conquiste e il numero d’imperatori che si susseguirono per i secoli, il risultato sono lingue antiche alle volte sconosciute.  In metropolitana invece ascolterete spesse volte anche la versione cantonese che è la versione più antica del cinese mandarino parlata per lo più nella zona sud-orientale della Cina.

In ogni caso tirando le somme se prevedete di andare da soli, come abbiamo fatto noi, stampatevi da casa tutto il necessario, facendo attenzione che i testi siano scritti in cinese mandarino.
Esempio: prenotazione aeree, alberghi, indirizzi per i punti d’incontro per l’escursioni, mappe, nomi di luoghi o ristoranti che volete visitare, nomi di malattie che magari avete, cibi che non potete mangiare (ad esempio se siete allergici ai funghi o a noci ecc…), prodotti ai quali siete allergici, principi attivi dei medicinali (NON i nomi medicinali, che li non hanno, ma tipo paracetamolo, che sarebbe la nostra Tachipirina, oppure cortisone, che sarebbe la nostra Bentelan) insomma ci siamo intesi, fate ricerche on-line e cercate di tradurre queste semplici parole, stampatele e portatevele dietro “ma vabbè a Pechino non trovi nessuno che parla inglese!?” ASSOLUTAMENTE NO! più avanti vi spiegherò il perché… 
L’etnia che popola la città in percentuale maggiore è l’etnia Han ma quest’ultima è il gruppo etnico più grande al mondo costituiscono solo loro il 19% della popolazione mondiale! e il 92% della popolazione Cinese. Il nome discende dalla Dinastia Han (206 a.c.- 220 d.c.) che donò alla storia cinese un periodo prospero e ricco, tanto che ancora oggi gli abitanti della Cina oltre al termine cinesi, per definire se stessi, uitlizzano il termine Hànrén che significa gente di Han. Ma anche fra la stessa etnia Han ci sono differenze di ordine etnico, sociale e storico, quello che unisce gli Han fondamentalmente è la lingua scritta, altre etnie non hanno una lingua scritta, ma solo parlata, e in carenza di essa non hanno una storia forte, perciò, per questi fattori e per molti altri  la Repubblica Popolare Cinese riconosce solo” 56 etnie. Veniamo ad un punto che sicuramente v’incuriosisce ossia:
L’Aborto di Stato o Pianificazione Familiare se cercate on line troverete notizie alquanto vaghe, non c’è una legge, un codice o una forma che chiarifichi questa pratica. Il fatto è, come ci spiegava una guida in inglese, questo dipende dal controllo dell’informazione che ha il governo Cinese e dalle consuetudini tradizionaliste degli stessi cinesi. Andiamo per ordine: nel 1949 a Pechino  Mao Tse-tung  promulgò uno stile di vita in linea al pensiero di Confucio il quale sosteneva che famiglie numerose avevano più felicità, tant’è che l’aborto era considerato fuori legge, come anche i metodi contraccettivi. Sussidi, privilegi alle famiglie numerose, insieme all’illegalità dei contraccettivi furono poi aboliti con la morte di  Mao Tse-tung, ma nonostante questo negli anni 50’-60 ci fu una crescita della natalità impressionante  tanto che lo stato la considera un’ostacolo al progresso della nazione. La Cina conteneva 1/4 della popolazione mondiale e le terre coltivabili scarseggiavano, oltretutto la maxi-generazione nata negli anni 50’ avrebbe raggiunto l’età fertile dopo alcuni anni così negli anni 80’ lo stato creò la Commissione di Stato per la Pianificazione Familiare” la quale aveva il compito di controllare nelle metropoli, nelle città fino ai villaggi, la natalità delle diverse etnie. Come? con tasse, multe e metodi coercitivi. A partire dagli anni 80′ vengono promosse leggi e sanzioni diverse per ogni etnia, dapprima solo due figli, poi solo uno, fino ad arrivare nel 2002 dove la politica del figlio unico diventa legge, abolita nel 2013 solo per alcune etnie. Questo è il punto di vista ufficiale, come ci hanno spiegato alcuni cinesi che parlavano inglese, non è proprio così oggi.
Un approccio sbagliato verso i metodi contraccettivi sicuramente ha favorito la pratica dell’aborto soprattutto per le coppie che venivano a conoscenza del sesso del nascituro, oggi infatti è illegale conoscere anticipatamente il sessoPerché? Innanzitutto, per cultura, i cinesi, che ne vengono da una storia dinastica, considerano la nascita di una figlia un disonore, soprattuto per quelle etnie che dopo di esse non possono avere altri figli. Inoltre, ci spiegavano, negli anni 80’ venne promossa una politica maschilista, in quanto l’eredità di un unica famiglia che confluiva nelle tasche dell’unigenito non veniva divisa per diverse filglie, nelle doti, così da rendere possibile una forza economica più grande ad un singolo soggetto piuttosto che poco denaro a tanti figli. Se da un lato, quindi, i medici vengono fortemente sanzionati (questo per evitare giustamente l’aborto femminile) nel momento in cui svelano il sesso del nascituro, dall’altro, se non praticano l’aborto nell’eventualità di un terzo figlio, vengono arrestati e spediti in chissa quale prigione sperduta e inaccessibile.
Mentre eravamo in attesa per entrate nella Città Proibita, in piazza Piazza Tienanmen, si era formata una folla enorme, di cinesi, che aspettavano di entrate nel mausoleo di Mao Tse-tung, tutti in fila, in ordine, ognuno con il suo cappellino colorato, aspettavano fino ad occupare 2/3 di Piazza Tienanmen (440.000 metri quadrati immaginate quanta gente c’era) la nostra guida, dopo essere stato brutalmente insultato da alcuni anziani perché parlava inglese,ci invita ad osservare le famiglie e in effetti vi erano: famiglie con un unico figlio maschio oppure famiglie con la primogenita femmina e il secondogenito maschio, non vi erano due maschi o due femmine, tranne nei casi gemellari, e MAI tre figli. Anche nei casi di divorzio, numerosi, i figli vengono sapientemente divisi. Le donne in età da marito scarseggiano e le poche che ci sono, tradiscono con molta facilità; anche perché, nei casi di divorzio, qualora il secondo marito non ha figli può provare ad averne uno, e uno soltanto, che sia maschio o femmina, i più vogliono un maschio, e se ne vengono a conoscenza in maniera truffaldina, abortiscono nel caso sia una femmina, è un cane che si morde la coda praticamente…proprio per questo motivo non si conosce esattamente il numero dei bimbi che sono nati ma che non sono stati registrati all’anagrafe. 

Veniamo ad un’altro aspetto interessante sulla Cina: la censura e l’informazione. La Repubblica Popolare Cinese è uno stato a partito unico, ossia quello Comunista, con sede a Pechino, di fianco alla città Proibita, al  mausoleo di Mao Tse-tung e con difronte Piazza Tienanmen. I cinesi conoscono molto bene il significato di sottomissione, ma non quella virtuosa e rispettosa alla quale si riferiva Confuncio. Purtroppo nel corso degli anni lo stato Cinese ha attuato una politica di censura altresì che evidente, manipolando un pensiero filosofico secondo il quale non bisogna temere ciò che non si conosce, quindi evitando di far conoscere ai suoi sudditi determinati stili di vita occidentali, non ne verranno mai influenzati. Ha alzato una Muraglia Cinese digitale, chiamata così da molti internauti, con il più grande sistema di Firewall esistente. In Cina non si può navigare su Facebook, su Twitter, su Google, su Youtube e da qualche anno anche Instagram è stato censurato. Non parliamo dei mezzi d’informazione internazionali tipo Ansa, CNN, CBS e così via. Alcuni libri non vengono stampati in Cina, molte serie televisive non esistono in Cina, canzoni, format televisivi e molto altro non sono reperibili in Cina. Non è vecchia la notizia dell’arresto di Gao You giornalista che pubblicò il documeto numero 9. Se digitate Piazza Tienanmen mentre siete in Cina non vi uscirà nessuna notizia in merito al massacro perpetuato sugli studenti, oltre ad una serie innumerevole di termini che non sono affatto ricaricabili on-line.

Se cercate di collegarvi a una di queste piattaforme mentre siete in Cina vi uscirà la simpaticissima guardia che vi fa “No No” col ditino. I VPN, porte che permettono di navigare in Cina, facendo risultare che state in realtà ad Hong Gong, vengono sapientemente ricercate e soppresse dagli smanettoni governativi. Per i turisti sono previsti punti d’accesso in rete negli alberghi più rinomati, ma fidatavi noi c’abbiamo provato, i tempi di attesa per il caricamento di alcune pagine sono lunghissimi. L’informazione digitale e cartacea in Cina è completamente pilotata dal governo, non c’è libertà di stampa, o di diffusione giornalistica. Gli stessi telegiornali che abbiamo visto   in albergo sono  frutto di una forte propaganda. Mentre eravamo lì risuonava la notizia di un probabile attacco a delle isole confinanti con il Giappone e facevano vedere scene di super soldati che difendevano il paese, secondo noi scene finte, abbiamo cercato di reperire poi notizie on line, ma i nostri device non riuscivano a trovare niente di questo ipotetico attacco militare. La cosa ancora più sconcertante, se andrete voi a fare richiesta del visto, è che dovrete segnalare precisamente il luogo e il tempo di permanenza che avete in programma, se andate da un’amico dovrete fornire il suo passaporto, il suo indirizzo ecc… come pure dovrete accettare che il governo Cinese mentre siete lì possa spulciare la vostra e-mail. Quando siamo andati noi era così. Tant’è che quasi stavamo decidendo di non andarci più proprio per questo motivo. 
Ma di tutto questo la maggior parte del popolo cinese non conosce assolutamente nulla! La musica, la moda, gli atteggiamenti che vediamo in giro per il mondo lì non valgono. Basti pensare, che sempre la guida citata su, ci raccontava come i giovani che vogliono laurearsi in lingue, possono fare un dottorato all’estero, ma solo di pochi mesi, in strutture autorizzate dal governo, dopo di che hanno l’obbligo di rientro in patria. Per questo motivo, anche in strutture alberghiere rinomate, troverete molto difficile comunicare in inglese o in altre lingue. Le difficoltà maggiori, comunque, le abbiamo trovate a Pechino, già a Shanghai si comunicava con estrema facilità. E le religioni?? Non tocchiamo l’argomento, sappiate però che secondo alcune guide, in Cina c’è libertà di religione… o.O 
Perché dirvi queste cose? Perché non soffermarmi sulle dinastie, sui Tre Regni, sulle leggende o sui i miti? Sulle carinerie insomma…Perché appena arrivati a Pechino si nota subito la differenza, strade enormi, auto che sfrecciano e suonano senza alcuna pietà, stormi di biciclette che ti attraversano sui piedi, un’aria pesante che non riesci a respirare, ricchezza e opulenza di pessimo gusto ad ogni angolo di strada, ma anche estrema povertà che convive silenziosamente con essa, raffigurata in anziani longevi che rovistano nella spazzatura; non ti senti più cittadino del mondo, anzi ti senti diverso, osservato, non capito, ti senti un’estraneo immerso nel mare di una popolazione enorme. Perdi ogni sicurezza, non sai come comunicare, i gesti, il linguaggio del corpo, le espressioni sono diverse.  Non ti senti a casa, anzi ti senti molto lontano da essa. Percepisci che sei solo 1 su 19 milioni di persone. 
 
Angosciante? sicuramente. Sensazione unica? senza alcuna ombra di dubbio. Ma non vi preoccupate è una sensazione che dura poco, fino a quando le bellezze culturali e storiche di questo paese non vi faranno pensare ad altro! 
E così vi invito ad aspettare con ansia il prossimo Post dove vi parlerò della Città Proibita!
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8 pensieri su “Pechino – informazioni generali

  1. cristinadellamore ha detto:

    Allora, guarda che decifrare le iscrizioni latine, qui a Roma, è un’arte per la quale si prende una specifica laurea in lettere 😉
    Mia moglie conosce benissimo il latino ma le abbreviazioni ed altre caratteristiche della scrittura le sfuggono: questo per dire che non c’è bisogno di arrivare fino in Cina per perdere le tracce del proprio passato.
    E come si mangia? I ristoranti cinesi in Italia secondo me non renono giustizia alla cucina cinese

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    • manu ha detto:

      Si hai ragione! in effetti è quello che volevo intendere..è difficilissimo farlo a Roma figuriamoci in un territorio dove ogni Dinastia ha lasciato la propria lingua e la propria scrittura diversa da un’altra…ancora oggi seppur dicono che la lingua ufficiale è una (cinese mandarino) in effetti non lo è… Il cibo???Bhè io adoro il cibo cinese li ovviamente è più buono inutile dire che alcuni piatti che servono nei ristoranti qui in Italia, li non esistono, sono molto europeizzati. Due punti: 1 si mangia sempre per strada 2 non hanno orari, tipo pranzo, cena ecc… penso che più in là scriverò un post in merito. Graziee apprezzo molto i commenti 🙂

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  2. Lemurinviaggio ha detto:

    Complimenti per l’articolo che ci ha fatto sembrare di stare lì… al contrario di quel che avverrebbe leggendo guide o magazine che hanno un modo tutto loro di NON dire le cose.
    Cosa intendi per spulciare la mail? Accedono direttamente all’account ?!?

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    • manu ha detto:

      Grazie mille!! si nel senso che non è inusuale che riescano a intercettare le email che per loro sono sospette. Considera che non tutti i siti sono visibili, Facebook, twitter, insta, te li sogni(anche se leggevo che sono cambiate le cose negli ultimi mesi in meglio)… ma peggio di questo ultimi sono i siti d’informazione che vengono pilotati…noi non riuscivamo ad accedervi…

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