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La Cina

Che emozione! giuro che uno dei motivi principali per cui ho aperto questo blog è per parlarvi dell’Asia. “Capirai che novità…” – alcuni di voi penseranno – ma io non vi parlerò delle mete vacanziere tipiche fatte di mare, frutta colorata, fiori, mandorle, riso e villaggi turistici. O almeno non vi parlerò solo di questo, che reputo altresì affascinante e meraviglioso.
Vi racconterò di un sogno, un sogno che ha tempi immemori, ambientato in un’atmosfera nebbiosa che cerca di farsi strada fra delle montagne carsiche, frutto di secoli e secoli di erosione, che, immobili sovrastano acque color giada, acque testimoni di conquiste, teatro di battaglie e scoperte epocali; scoperte partorite da uomini figli di un canto romantico e senza tempo che ancora oggi risuona fra le valli di una terra dimenticata, se non fosse per un pennello di un’artista che, con il suo inchiostro nero come la notte, ne avesse riportato i confini e le leggende, avvolte in rotoli di stoffa, difesi da una seta rossa, rosso come il sole che sovrasta i cieli della Cina.
Ebbene si vi racconterò della Cina. E di come io Marco siamo finiti lì dopo anni e anni di progetti, studi e ricerche!
In primo luogo vi starete chiedendo: Perché la Cina? Io da piccola ho sempre amato il Giappone. “Ma non ci volevi parlare della Cina?” datemi un secondo che ci arrivo. Dicevo: io da piccola ho sempre amato il Giappone perché? è più facile partire da qui. Perché si ama il Giappone? ovvio per i manga, per la sua cultura, per i suoi templi, per le pagode, per le terme e non ultima, per la tecnologia. E se ci pensiamo bene i giovani della mia generazione sono cresciuti con il Giappone in testa. Io sono cresciuta con dei cartoni animati favolosi. Lady Oscar ci ha istruito sul tema della rivoluzione francese, Ranma 1/2 ci ha proposto le diverse tecniche di arti marziali, chi non conosce Lupin, Mila e Shiro, Lamù? che dire insomma i giapponesi hanno forgiato le menti della mia generazione e non provate a dire il contrario! Quanto meno per me è stato così. E se mi sono avvicinata all’arte e al disegno è proprio per il mitico e meraviglioso sogno irrealistico di diventare una mangaka. Eccovi alcune prove:
E allora perché, invece della Cina, non sei andata in Giappone? Innanzi tutto quello che avevo più vicino a me di asiatico, a Salerno, era il ristorante cinese. Non scherzo, per appagare la mia voglia di Asia ero, e sono, una fedelissima del wok. Da lì la voglia comunissima di voler capire gli ideogrammi e così la cassiera del ristorante divenne la nostra tutor XD , alla quale chiedevamo di insegnarci alcune paroline. Detto questo, parlando seriamente, il mio sogno era sempre i Giappone, i fumetti, l’animazione, i manga e i cosplay . Ma arrivata al raffronto con altri amici con le mie stesse passioni e diletti, notai una differenza. Mi allontanai dai fondamentalismi nipponici. Insomma io non sono un otaku, al dire il vero amo poco tutte le smancerie o le carinerie che all’epoca erano tipiche delle fan sfegatate del manga. E così iniziai ad interessarmi anche ad altre forme di fumetto e di disegno, a differenziare lo stile, da quello americano, tipico della DC comics e della Marvel, all’animazione Russa, al charter design, e infine allo stile tipico della Pixar, e anche della Dreamworks ecc… Iniziai a nobilitare le mie conoscenze e ad appassionarmi infine a quella che è stata la fonte dei miei studi: la storia dell’arte.
Ma cosa centra tutto questo con la Cina? Perché questa tua fissazione? Ami così tanto i ravioli? Sarà che nella mia fase mangaka avrò spulciato, letto e riletto talmente tante informazioni sul Giappone che a lungo andare ne ho perso l’interesse. Ma la verità è che nel corso dei miei studi, una cosa a cui teneva molto uno dei miei mentori, e ci tengo tutt’ora io, è: il tratto.  Il tratto di quando si disegna con la matita o col pennello, insomma la linea nera che delimita una figura. I cinesi sono dei maestri in questo, per loro la “calligrafia” 書法 , la bella scrittura, è una filosofia piuttosto che un’ mezzo di comunicazione visiva. Da questo argomento via via ho iniziato a leggere sempre di più, ad appassionarmi sempre di più, fino a quando feci della Cina un sogno.
Insomma io mi nutro di arte ma mi affascinano le scienze e il popolo che più ha saputo unire le due cose è stato proprio quello Cinese e nel nostro viaggio ho cercato di cogliere queste connessioni, e spero, senza crearvi noie, di esporvele brevemente nei post in cui vi parlerò della Cina .
Vi ho portato in un viaggio nelle mie passioni, nei miei interessi, nel mio lavoro. Vi ho portato in Giappone ci siamo fermati in Cina per poi ritornare infine sulla mia scrivania. Si perché se ci riflettete noi siamo figli di quello che viviamo delle esperienze che abbiamo e degli interessi che nutriamo. Questo si chiama retaggio. E io ve lo dovevo spiegare, il mio, se no non avreste capito con quali occhi ho guardato questa terra piena di miti e leggende, ricca di meraviglie e contrasti tanto diversa dalla nostra cultura: la Cina.
Nel prossimo post Pechino!
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4 pensieri su “La Cina

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