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Berlino – la città con una cicatrice

    Vi voglio raccontare la nostra visita a Berlino. Ci tenevo molto a visitarla vuoi per interesse storico vuoi perché io adoro la Germania. Se vi aspettate una città dai toni sfavillanti, gioiosa, piena di giovani entusiasti…non aspettatevelo più. Almeno queste sono state le mie impressioni. Berlino è una città che vive ancora in pieno clima post-guerra, palazzoni in pieno stile regime, zone degradate e in ricostruzione e tantissime strade piene di macchine in perenne incolonnamento. “Eh mamma mia Manu come sei negativa…”  Ma io vi sto raccontando la mia versione magari leggete  qualcun’altro e vi dirà che è stupenda. In sintesi ci sono luoghi in cui ritornerei e altri no…non mi può piacere tutto.
    Ma di Berlino io non posso parlare male, cioè le cose dette su sono vere e le penso davvero, ma non posso dire che Berlino sia brutta. Mi ha sconcertato vedere una città che dovrebbe essere un “faro” per l’Europa essere così malconcia…e non per un fattore politico urbanistico che, onestamente poco mi interessa, ed è anche normale nelle grandi città, ma per un discorso emotivo. Vivere in una città con la sempiterna cicatrice è una responsabilità.
   Mi ha commosso e scossa la magnifica opera d’arte conosciuta come il Memoriale della Shoaha  (tedesco: Holocaust-Mahnmal). Dal punto di vista artistico io la trovo eccelsa, un opera Destrutturata, aperta nel cuore della città, simulazione perfetta per cercare di capire il senso di smarrimento delle povere vittime del nazismo (non cito solo gli ebrei perché le vittime del nazismo non sono state solo loro ma tutti coloro che, diversi, venivano considerati una minaccia per la razza pura, detto questo per me quel monumento è in onore a tutte le singole persone morte). L’opera è composta da 2.711 stele  in calcestruzzo nero e si estende per 19.000 m², metri che in passato occupavano le proprietà dell’ignobile Goebbels.
  Cos’altro da vedere? 
Simbolo indiscusso di Berlino: La Porta di Brandeburgo è sicuramente il monumento più visto e noto della capitale. La porta in stile dorico-romano non sarebbe così famosa grazie alla Quadriga posta sulla sommità. Nel 1807 Napoleone pensò di portarla a Parigi, ma ci pensarono i prussiani a portarla indietro. E’ il significato politico ad aver reso nota questa statua. Negli anni sessanta fu al centro di manifestazioni sovietiche, infatti posero su di essa striscioni rossi per impedirle di guardare ad Est. Negli anni del muro la porta fu chiusa e lo spazio dove ora sorge l’Accademia era un’enorme zona franca. Nei pressi della Porta (così come la maggior parte dei luoghi d’interesse a Berlino) troverete una colonnina con delle foto storiche che vi illustreranno com’ era quella zona negli anni del muro o della guerra. 
     Abbiamo passeggiato nella zona della porta e poi siamo andati a vedere Il palazzo del Reichstag, costruito nel 1844 per il Reich, “Impero tedesco”, il termine non è unicamente associato al periodo nazista, ma sopratutto al periodo Imperiale della Germania (1871/1945). In ogni caso il nome ufficiale per il  Palazzo del Parlamento  oggi è Bundestag. Senza stare qui a spiegare i sistemi politici che creano tanta noia, la cosa che mi ha colpita di più è la cupola in vetro visitabile solo previa prenotazione. Oltre ad essere bella esteticamente, se vi passeggiate all’interno, noterete che, dopo l’ultimo restauro apportato nel ’92, esistono poche pareti in cemento e molte in vetro. In alcune zone è possibile sbirciare i computer dei diversi parlamentari e vedere se, ad esempio, perdono tempo o navigano su Facebook.
    Abbiamo visto anche il Castello o Schloss Charlottenburg è l’unico palazzo storico rimasto in piedi dopo la Seconda Guerra Mondiale. In stile barocco, fu costruito per Sophie Charlotte moglie di Federico I. All’interno gli ambienti sono conservati benissimo e il guardino in stile francese merita una breve visita. Le tombe di questi sovrani sono conservate ancora oggi nelle cripte del Duomo di Berlino, anch’esso tappa obbligata per una visita completa di Berlino.
    Altro luogo d’interesse indiscusso di Berlino è il muro o meglio l’  East Side Gallery. Se passeggiate per la città noterete delle mattonelle più piccole rispetto alle altre, li è dove passava impetuoso il muro, sembra una cicatrice come vi dicevo. Il muro divideva la Berlino Est, sovietica, da Berlino Ovest; infatti la Repubblica Democratica Tedesca (RDT) aveva creato un vero e proprio simbolo, una  cortina di ferro, per dividere l’europa. Inizialmente, nei primi anni ’60, non vi era un vero e proprio muro ma cordoni di unità umane che impedivano l’accesso nella Berlino Ovest, o nella parte più statunitense dell’europa per intenderci. Prendendo un bus ,magari, potete notare come i pezzi del muro in realtà fossero diversi, infatti nel corso dei 28 anni in cui il muro rimane in piedi , furono diversi i metodi di costruzione. Ma ciò che rende piacevole da visitare oggi il muro non è di certo la macabra storia, ma i murales che trattano il tema della pace visibili nel lato orientale del muro l’ East Side Gallery per l’appunto . I murales sono recenti, iniziano a comparire dal 1990. All’epoca della RDT non permettevano mica di avvicinarsi per dipingere il muro. Gli abitanti, della Berlino Est e della Berlino Ovest, il muro lo vedevano solo da lontano anticipato da chilometri di zona franca dove vigeva l’ordine dello sparo a vista. Nei pressi del muro, in alcune zone alte, sono ancora visibili delle guardiole con i fucilieri. Se non vi erano chilometri di terreno a sancire la zona franca ci pensava il fiume Sprea a rendere ancora più complicati i tentativi di fuga. Seguendo il muro è possibile passare per il suggestivo Check Point Charlie porta di accesso per la Berlino Ovest qui venne sparato, fino a morire, mentre correva verso la libertà, il giovane Peter Fechter la ventisettesima vittima del muro (su 200 dichiarate) . Questo punto mi ha colpito molto di più dei murales si respira ancora aria di libertà. Comunque senza annoiarvi con accenni di storia sulla guerra fredda, sull’ unione sovietica, sulla DDT o RDT vi invito, se non l’avete già fatto, a documentarvi così da avere chiaro in mente un pezzo di storia che non è poi tanto lontano da noi. Ad esempio in queste zone o tipo: l’Estonia, l’Ungheria non è difficile fermarsi a parlare con signori che potrebbero essere miei nonni e sentire storie sullo spionaggio russo, affascinante per certi versi, inquietante per altri. Ricordo che una ragazza ci raccontava che il suocero era un meccanico specializzato nella riparazione di motori nautici. Ogni volta che scendeva dalla nave era sempre accompagnato da 2 uomini sempre diversi. Lui sapeva che ogni volta vi era una spia ad accompagnarlo a terra ma essendo in due non sapeva mai chi fosse l’infiltrato. Furbi eh?!  
   I miei amati Musei. Quali musei visitare a Berlino? Innanzitutto arrivare nella zona dei musei è semplicissimo, si trovano tutti vicini su un isolotto bagnato dallo Sprea. E’ possibile trovarvi infatti  l’Altes Museum  al suo interno si possono apprezzare reperti antichi neo classici; il Neues Museum  sempre reperti antichi, perlopiù egizi; la Alte Nationalgalerie  dove è possibile apprezzare molti dipinti di diverse epoche; il Bode Museum dove si possono trovare alcune opere di Donatello e Raffaello ed infine, quello che vi consiglio rispetto agli altri: il Pergamonmuseum dove si possono ammirare opere archeologiche favolose come la porta di Babilonia e il monumentale altare a Zeus di Pergamo. 
 
Cosa e dove mangiare a Berlino? 
Il quartiere dei musei è  bazzicato da giovani per la precisione il quartiere Mitte. Se cercate qualcosa di più rilassato vicino al Castello Charlottenburg potete trovare locali più calmi e familiari. Questo è quello che abbiamo notato noi insomma. Noi abbiamo pranzato anche nella zona del Memoriale della Shoaha. In generale io vedevo Kneipen, pub, praticamente ovunque. Cosa mangiare? Kebab! eh?! Ebbene si a Berlino c’è una comunità turca notevole quindi i kebab sono ottimi! Invece di tipico noi abbiamo assaggiato würstel, delle polpette speziate al curry,  ottimi sono i crauti sott’aceto, crauti con le patate e cipolle. Imperdibili sono le birre, anche se a  me e a Marco piacciono più le scure di origine belga, invece qui le tipiche sono le bionde, ad alta fermentazione con l’aggiunta di sciroppi vari ed a scelta. Noi abbiamo scelto  una dopplebock ossia una scura (le bock sono chiare), ottima. 
    Bene questa è stata la nostra visita a Berlino. Alla fine, Berlino, ripeto, ci ha lasciato con l’amaro in bocca, che oltre quello delle birre, ricorda l’amaro di decenni di storia orribili. Insomma è stato un viaggio che ci ha fatto riflettere e sospirare, non la consiglierei a chi vuole andare in vacanza per rilassarsi e passeggiare spensierati. E con questo vi saluto e vi ricordo che, se vi piace il mio blog, condividetelo, menzionatelo, citatelo, twittatelo! Se no?! Se no vi mando una spia russa a vedere se vi lavate le mani dopo che siete andati in bagno!!!! Bbuahuahauhauah come sono malvagiaaaa!
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13 pensieri su “Berlino – la città con una cicatrice

  1. Alessia 🍂 ILoveCapelliRicci ha detto:

    Come dici tu, guardandosi intorno si percepisce il clima che per anni si è respirato in Germania durante il periodo della guerra mondiale e del nazismo. Ma è altrettanto ammirevole come questa città sia riuscita a tirarsi nuovamente in piedi nonostante tutto quello che abbia passato. E da noi non sono capaci di ristrutturare 4 palazzi distrutti dal terremoto in Abruzzo…
    La trovo una gran bella città ❤ e quando ci sono andata io posso dire che non è vero che i tedeschi sono un popolo freddo e distaccato, perchè per qualsiasi cosa si sono dimostrati sempre molto disponibili! Aggiungendo il funzionamento complessivo del paese, anch'io adoro la Germania 🙂

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    • manu ha detto:

      Esatto mi trovi pienamente in linea con il tuo parere! io adoro i tedeschi è un luogo comune che siano freddi e distaccati a mio avviso. Berlino mi ha trasmesso questo…non è una meta easy, per dire. Per una passeggiata più spensierata della Germania consiglierei Francoforte, Monaco o Norimberga. Comunque grazie del tuo parere l’apprezzo molto!

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  2. Gianluca8675 ha detto:

    Città meravigliosa! È vero, si respira ancora un clima post guerra e di divisione, anche se sbiadito dagli anni che sono passati, ma è proprio questa atmosfera insieme alla modernità e la maestosità di molti edifici e quartieri interi, che rende questa città unica 🙂

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    • manu ha detto:

      Hai ragione..nemmeno io sono andata a visitare la casa di Anna. Del memoriale apprezzo molto il lato artisitico. Il concetto però di macchiare una grossa fetta di quartiere di nero l’ho apprezzato meno. Sarebbe stato più costruttivo e simbolico creare qualcosa che stimoli l’unità e la cordialità, per contrastare ecco…ma è solo una mia opinione.

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  3. EcocentricaMente ha detto:

    Ciao! Bellissimo il tuo articolo, mi hai fatto rivivere il mio viaggio a Berlino.
    Ero partita con pochissime aspettative, ma quando sono arrivata lì sono rimasta molto colpita. La divisione tra est e ovest è qualcosa di unico, ancora molto visibile, la contrapposizione tra popolare e moderno mi ha affascinato. La storia del 900 è palpabile. Ho visitato dei musei davvero splendidi e sono rimasta colpita dal verde dei parchi in città. Ci tornerò molto volentieri, anche perché non sono riuscita a visitare il castello Charlottenburg e mi sono ripromessa di andarci!

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