PARIGI – MON AMOUR #3

Salve parigini! Piaciuti gli altri due post? Proseguiamo con l’itinerario della città cosi come l’ho vista io. Dopo i musei abbiamo visitato:
Notre Dame
La Cattedrale di Nostra Signora. Impossibile non associare alla vista di questo gioiello gotico il musical o al famoso cartone Disney (e non mi dite che non vedete i cartoni). Dal 1991 è patrimonio dell’UNESCO. Durante la rivoluzione viene violentemente saccheggiata e rovinata. Nel ‘800 però parte la ristrutturazione. Restauro  che prevedeva il ripristino dello stile precedente. Quello che vediamo oggi è in realtà il risultato di diverse costruzioni riprese nel corso dei secoli. Basti pensare che nel 52 a.C. sorgeva, al posto della cattedrale, un tempio pagano dedicato a Giove.
 
Bastille
Anticamente la Bastiglia era una fortezza, trasformata in prigione nel XVII secolo ed è qui che vengono rinchiusi Voltaire, il Marchese de Sade e presumibilmente il gemello di Luigi XIV conosciuto come “Maschera di ferro”. Fu assaltata il 14 Luglio 1789 per liberare i ribelli e rubare armi; negli anni successivi poco alla volta viene saccheggiata e infine distrutta.  Nel 1840 vediamo sorgere l attuale colonna La Colonna Di Luglio in memoria del famoso avvenimento storico.
e il Quartiere Latino.
non e’ un quartiere nel senso urbanistico del termine ma è la zona di Parigi che brulica di vita e di cervelli pensanti, di giovani quasi bohemien, professori con la testa fra le nuvole, poeti e scrittori. Insieme a Montmartre è il quartiere più suggestivo di Parigi. Questo perché se girate vi troverete fra i palazzi della Sorbona, fra i giardini del Lussemburgo e altre antiche attrazioni. Una zona davvero suggestiva e romantica.
    Ora veniamo al quartiere più al luci rosse d’Europa…macchèè!!!! Oramai è una chimera, se però come me avete cantato insieme a Nicole Kidman nel celebre film non potete perdervi il Muolin Rouge. Il Muolin Rouge nasce  sulla onda di diversi altri locali del genere hot dell’epoca (del tipo: “fammi vedere le caviglie”). Già vi ho parlato di un mulino, ricordate!? mentre vi descrivevo Bal au moulin de la Galette di Pierre-Auguste Renoir nel post precedente.  Ma ovviamente diversi artisti sono passati di qui, non potrete non notare le antiche locandine di Toulouse Lautrec del 1891  che pubblicizzano La Goulue una famosa ballerina.
Dopo ciò non vi allontanerete dallo stile artistico e lascivo parigino ma salirete solo come quota per ammirare la vista dall’alto di Parigi  e sarete a  Montmartre e io qui ho lasciato un pezzo di cuore. Questa collina nel periodo più  bohémienne durante la Belle Époque ha visto un susseguirsi di pittori e artisti di ogni genere. Ma perché? Perché Parigi era un punto di snodo fra la alta e bassa Europa e durante la Belle Epoque è in Francia che si respira un clima di libertà sia politica che di espressione. Aumentano i cafe e le librerie dove dare sfogo creativo alle proprie idee, si condivide e si progettano attività. E tutto questo piace ai giovani artisti, che adorano anche la bella vita e i vizi. L’artista  dal ‘900 in poi, infatti,  non è più il dignitario virtuoso di corte che deve sollecitare i vezzi dei ricchi. Ma è il pensatore che si distacca dalla realtà così come fanno gli Impressionisti nei loro dipinti. Ma questo significa pure che l’artista perde il suo capitalista di turno e si ritrova squattrinato; ed allora come fare? Montmartre anticamente non era assoggettata alla politica e quindi alle tasse di Parigi. Infatti era una collina dove si produceva vino, e ancora oggi lo si produce. Per questo il suolo era più economico, ma nello stesso tempo era a pochi chilometri dal centro di Parigi. Ecco spiegato perché gli artisti  squattrinati si trovavano li.
    Quando prenderete la Metropolitana non distraetevi, sarà impossibile perché sono favolose, sia gli ingressi che i treni stessi. Io sono stata ore per cercare di fotografarle con poca gente d’avanti che giustamente passava (quanta pazienza quel Marco mio!). E così ho dato onore a Fulgence Bienvenüe.

    Se avete considerato 4/5 giorni per visitare Parigi consideratene 1 in più se volete vedere anche la reggia di  Versailles per una mezza giornata e se volete andare a Disneyland  diciamo che 5/6 giorni potete farcela a visitare tutto quanto descritto in questi 3 post (Parigi #1 , Parigi #2).
   E qui si concludono i nostri giorni a Parigi. Le mie impressioni: alcune già ve le ho descritte qui, nel primo post, certo è che  Parigi non è una città che si dimentica facilmente, soprattuto per chi ama l’arte. E’ comunque una grande città, troverete molte persone e di certo non sarete in un clima serafico e rilassante. Ma Parigi riesce anche a farvi distaccare dalla realtà. Sicuramente è la città degli innamorati. Io e Marco ci siamo persi mentre passeggiavamo sulla Senna, e lo consiglio a tutti gli innamorati, è molto romantico. Per il resto vivete il viaggio come meglio vi aggrada con i vostri tempi e ritmi magari mentre ascoltate “La vie en Rose”.
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7 pensieri su “PARIGI – MON AMOUR #3

    • manu ha detto:

      😍 Grazie Alessia! È che mentre scrivo, ricordo, è quelle emozioni che mi hanno lasciato quei luoghi, quelle esperienze… Non la “vacanza” in se…ma vedere il mondo la gente ti ricorda quanto sia bello vivere. È questo accade anche quando non sei a Km e km di distanza. Grazie a te che mi segui!

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  1. Lucky ha detto:

    Il tuo modo di scrivere mi catapulta direttamente nella Ville Lumière!
    Davvero i miei complimenti!
    Ti invito sul mio blog e in particolare nella mia categoria https://afreeword.wordpress.com/category/luckys-words/
    Perchè spesso mi metto nei panni di una figura che vive a parigi e vi racconto una storia completamente inventata. Ad esempio, oggi, mi sono impersonificato in un artista di strada parigino che suona nella metro.
    Intanto ti lascio il follow, sono curioso di leggere altre perle 🙂

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    • manu ha detto:

      Oh ma che idea fantastica! Grazie mille per il complimento raffinato e di stile, lo incornicerò! Come dicevo bellissima idea, ricambio volentieri e mi catapulto nella lettura. Anche perché sono una bravissima logorroica ma ho molto da imparare da voi che amate la scrittura. Grazie. Ciao!

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      • Lucky ha detto:

        Si impara leggendo gli altri, e fidati, negli altri, da oggi, ci sei anche tu! Scrivere di parigi certe volte può sembrare banale. Tutti hanno qualcosa da dire. Il bello è farlo con stile e tu ne hai da vendere 🙂

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